lunedì 9 giugno 2014

Viva la E Street Band!


Fermi tutti: perché questo non è un post sulla E Street Band. Né sul Boss.
Quindi Sprig-fans, potete anche smettere di leggere.
Questa è la band dei “proiettili d'argento”, quelli che ammazzano i licantropi nelle notti di luna e che il venerdì sera danno un po' di svago al vecchio Frank, che finalmente stacca da una settimana passata sulla vasca di zincatura alla Visteon Corporation di Ann Arbor.
Perché, come dice Bob, “il pubblico di Detroit è il miglior pubblico rock del mondo!”
Rock, nulla di più. Un po' di buoni propositi, qualche figlio da tenere sulla retta via; facendogli capire che il lavoro è quella cosa per cui tutte le mattine la sveglia suona alle 6.30, che tanto rompe i coglioni, che tanto è da tenersi stretto, strettissimo.
E se non dovesse essere ancora chiaro, ci pensa Bob Seger a spiegarlo a suon di bianco funk incazzato ma facile ad aprirsi al sorriso e al perdono, perché, alla fine, chi non sbaglia in questo mondo? Bob ha una parola buona per tutti.
Live Bullet è la sismica testimonianza di quel vangelo laico e proletario che è stata la sua carriera, un compendio elettrico di un’ ampia e dimenticata pagina di Grande Rock Amerikano.
Per i distratti, i pigri, gli ascoltatori accidentali, basti bearsi della coppia Travelin’ Man / Beautiful Loser. Potrebbe essere il titolo del "Grande Romanzo Americano", ma Bob non è mica uno da aspirare a tanto. E almeno vi godrete un mastodontico Drew Abbott, che, palla in mano, guida la transizione coast-to-coast dalle scalmane metalliche del primo, al soffice lirismo del secondo brano.
Grandioso.
E non è affatto la E-Street Band!

Travelin’ Man / Beautiful Loser, in questa versione live, pare non esistere nemmeno su Youtube, il che, al giorno d'oggi, equivale a pensare che forse non esiste affatto.
É falso, sappiatelo!

Il disco usato lo trovate online per qualche dollaro. Anche Frank l’ha già comprato.

6 commenti:

Bartolo Federico ha detto...

....Un disco che ebbe una forza d’urto dirompente per molti guerriglieri di strada, gente comune con la paura dell’ignoto che attraversava le strade secondarie, fradicia di sudore, e che nello stesso tempo guardava la vita da dietro un vetro rotto.

Marco Goi ha detto...

ah, ecco.
ero già preoccupato che ti fossi convertito pure tu allo springsteenismo...

Vlad Tepes ha detto...

Lo ammetto, mi sono preoccupato anch'io ...

Evil Monkeys ha detto...

E' un album che ascolto spesso, mi piace, al di là della musica...non ci sono virtuosismi, intellettualismi...c'è tanta verità, sguardo sociale, realtà. Sarà che lo stesso Bob è un po' perdente pure lui nei confronti di tanti altri.
Ma in bocca a lui certa retorica non è più nemmeno retorica.

mr.Hyde ha detto...

Against the wind!

mr.Hyde ha detto...

Against the wind!

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