Visualizzazione post con etichetta Sonics. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sonics. Mostra tutti i post

sabato 21 dicembre 2013

Il Natale di Capitan Vinile

Pensavate di esservene liberati?



OH OH OH!!!
Run Rudolph, run run!!
Chi è stato cattivo quest' anno?
Chi ha fatto la fila per votare Pippone Civati per poi ritrovarsi Renzi segretario e Cuperlo presidente?
Chi ha lasciato l' otto per mille alla Tavola Valdese invece che alla Chiesa Cattolica?
Occhio, Babbo Natale queste cose le sa tutte!
Rischiate di trovarvi sotto l’ albero un cofanetto con una dozzina di vinili argentati di retrospettiva dei Velvet. Oppure un' edizione millesimata dell' opera omnia di Nick Drake (7 kg, booklet compresi).
Fantastiche queste case discografiche: facile fare i fighi con uno che ha fatto 3 dischi in tutto...Venitevene fuori con la retrospettiva completa dei Chicago o dei Nazareth, se ne avete il coraggio, poi ne riparliamo...
Ma non disperate!
Lo so che pensate che tiri una brutta aria per la musica Rock in questi Natali di inizio millennio. Ma Capitan Vinile è qui per sfatare certi luoghi comuni…
Temete che qualche Parente Molesto vi regali l’ultimo conato del neo-brizzolato tuttologo Ligabue? Siete a rischio di un Natale con Michael Bublè o Mario Biondi? Non ne potete più di concerti di Celentano all’Arena di Verona e siete terrorizzati dal doppio CD + doppio DVD (ma sì, dai 4 dischi servono TUTTI) di tale “Lorenzo” negli stadi?
Ah, ma andava moooolto peggio 50 anni fa, quando anche alcuni dei cosiddetti “Sommi” se ne uscivano con robe allucinanti:

1.      Christmas with The Chipmunks by Alvin and the Chipmunks (1961)
2.      Christmas with The Chipmunks, Vol. 2 by Alvin and the Chipmunks (1963) …cos’è? Il primo non bastava??
3.      Christmas with the Everly Brothers (1962)
4.      The Beach Boys' Christmas Album (1964) Ah, bellissimo questo!
5.      Merry Christmas con le Supremes (1965)
6.      Noël di… Joan Baez (1966) eh, però lei c’ha classe…
7.      The Sinatra Family Wish You a Merry Christmas (1968) E i Brambilla ringraziano e ricambiano
8.      Jackson 5 Christmas Album (1970) e chi non ce l’ha
9.      John Denver and the Muppets: A Christmas Together (1979) LO VOGLIO!!

Questo al netto di tutta la serie, più o meno ufficiale, dei “Beatles Christmas records”…


Ma per questo Natale ammetto che non ho puntato con sicurezza sul vinile come a volte mi capita. Certo, non potevo esimermi dall' acquisto di un oggetto imbarazzante come Weekend Warriors di Ted Nugent (anno 1978). Oppure, ancor meglio, Underdog, 1982, Rock (?) tedesco dalla copertina di una lievissima tamarragine. Della musica non so nulla, ancora devo ascoltarlo…
Oppure qualche residuato da e-bay, come una bella copia U.S.A. del primo lp dei Blue Oyster Cult (che per altro mi sono accorto di avere già… accidenti!) o Back into the Future dei misconosciuti gallesi Man, prog-pop d’autore, badate bene!
A questo giro ho deciso che mi butto sul CD. Il vecchio, misconosciuto, biasimato CD.
Non indiscriminatamente, certo... E per una volta devo dare atto ad Amazon che la funzione “Advanced Search” funziona alla grande. Il più è trovarla… ma siete abbastanza grandi da farlo da soli, no?

Lo scenario: Amazon britannica.

I parametri di ricerca: price under 5£ / CD / Rock

Il criterio d’ordine: Price low to high

E i risultati sono sorprendenti.
Una sfilza di cd (usati, certo...) a 0,01 cent.
Un centesimo!
Molti greatest hits, molti discacci impresentabili, ma non indovinereste mai chi finisce nel calderone dei “cheapest”.
Aerosmith, almeno 3 o 4 titoli.
Bon Jovi , e dove lo trovi sennò...
Audioslave.
Oasis, Wolfmother, Manic Street Preachers anche Rolling Stones, Small Faces, Troggs, Jet, Black Rebel, Lenny Kravitz; perfino fighi come Queens of the Stone Age.
Come in uno di quei cestoni di metallo bianco che trovate vicino alle casse negli autogrill. Il paradiso del b-rock.
Mica tanto b, poi.
Ma, sopratutto, accanto a più o meno grandi nomi, una teoria infinita di minuscoli gruppi di terza linea tutti da scartabellare, cernere,  scegliere, magari solo per il nome, il titolo o la copertina.
Ammetto, mi ci sono buttato a capofitto. E senza nemmeno curarmi di informarmi un secondo sull’identità di chi stavo acquistando. E basta poco al giorno d oggi. Eeeh... ma cosa volete, troppa fatica aprire una finestra di Google con questo freddo (scusate il patetico gioco di parole).
Ed ecco la mia personalissima lista della spesa di ignoti o meno. Vedremo poi, dopo averli ascoltati tutti, quali saranno stati buoni investimenti, quali un paio di euro buttati(mai più di quelli elargiti domenica 8 dicembre, chi ha orecchie per intendere...).

1.      Shake Your Money Maker - Black Crowes (evvabbè…)
2.      Keep It Coming - 20 Miles
3.      Mardo – Mardo (grosse aspettative su questo)
4.      6twenty - D4 (pure su questo)
5.      I Believe In A Thing Called Love - The Darkness (poveretti, vuoi spenderci di più?)
6.      Time's Up - Living Colour
7.      Do You Want To - Franz Ferdinand
8.      Crow Left Of The Murder - Incubus
9.      Ahead Of The Lions - Living Things (questi li conosco, non malaccio)
10.    The Everyothers (omonimo, credo)
11.    Definitely Maybe – Oasis (tanto per dire di avrlo in casa dal 1994)
12.    Chain Gang Of Love - The Raveonettes
13.    ...The Dandy Warhols Come Down - The Dandy Warhols
14.    Pump – Aerosmith


Che mi stanno arrivando, uno per uno, alla spicciolata…
Per un totale di euro 30 e rotti. Cioè, 14 CD per 30 euro.
Poi uno dice: “Usati”.
Ma certo, usati!
Così potete recuperare in fretta ascolti persi a loro tempo e fingere cha la vostra copia Keep It Coming sia stata la quarta acquistata in Italia dopo l’uscita dell’album.
Potete fare bella figura con gli amici e coi blogger curiosi.
Potete anche riciclarli come regali di Natale vintage… Insomma fateci quello che preferite.
Ma ora basta!
Vi rimando al mese prossimo per qualche recensioncina su tutti ‘sti nomi fatti oggi. Underdog in testa, s’intende.
Scordatevi i miei Auguri!
Ma se volete festeggiare il Natale, andatevi ad ascoltare The Village Idiot dei Sonics!
Perché non vi metto il link?
Perché sono pigro…
E molto, molto cattivo…

Adios!!!!

Capitan Vinile


domenica 8 aprile 2012

The New Original Seattle Sound - The Sonics - Pt.4



I 5 di Tacoma, nel 1966, erano all’apice del loro successo e aprivano i concerti di Kinks e Beach Boys quando transitavano nello stato di Washinghton; le radio locali passavano in continuazione le loro hit da The Witch a Psyco; erano pronti per un tentativo di lancio su scala nazionale; ma erano anche totalmente estranei a ogni sommovimento musicale e sociale dell’epoca. Introducing the Sonics, del 1966, primo album per la Jerden, fu il loro tentativo di sfondare sul mercato nazionale. Inevitabile, per una distribuzione più massiva, ripiegare su una produzione maggiormente levigata e su un suono più pulito e morbido. L’influenza maggiore non sono più i Kinks quanto i più seriosi e composti Yardbirds; anche la copertina preferisce alle tonalità scure e monocromatiche, dei bei riflessi verde acido. I 5 musicisti sono perfino ritratti abbigliati in ghingheri con gilet spagnoleggiante. Fu inevitabilmente un errore madornale: vero è che forse il loro sound e il loro atteggiamento non avrebbero mai sfondato nell’americano medio, ma è vero anche che quando si altera e si snatura un meccanismo collaudatissimo e artisticamente impeccabile, si finisce sempre per perdere l’identità propria di una band. L’identità dei Sonics era legata a elementi semplici e generalissimi: volume, minimalismo produttivo, impulsività; tre caratteri in realtà non così facili da riprodurre in studio e fissare su vinile; furono i primi a essere persi. Non che l’album sia mediocre, anzi è perfettamente sintonizzato sulle frequenze del momento: pieno di effetti e di riverberi, anche di lunghe parti strumentali; sorprende in tutto questo la presenza dei vecchi classici The Witch e Psycho, avulsi dal contesto come due reperti neolitici in un Oxygen Bar di Amsterdam: salta agli occhi (e alle orecchie) lo scarto con il vecchio sistema di sottoproduzione, tanto da sembra che le stesse canzoni siano opera di gruppi diversi. Eppure il riff discendete di I’m going home è efficace e la canzone ossessiva e martellate; non sono male neanche You Got Your Head on Backwards e I'm a Man, suonate in puro stile “blues revival” inglese (Stones e Yardbirds su tutti). Certamente manca la hit clamorosa, quella con la possibilità di trascinarsi l’intero album dietro, la Pushin’ too hard (dei Seeds) o la Psychotic Reaction (dei Count Five) di turno, capaci da sole di illuminare LP altrimenti alquanto di routine. Così finisce che le tracce migliori sono le cover delle “vecchie” Bama Lama Bama Loo e Diddy Wah Diddy più congeniali all’approccio scatenato di un tempo.

martedì 27 marzo 2012

The New Original Seattle Sound - The Sonics - Pt.2



Come inventare il punk senza dirlo a nessuno 


Sul versante più strettamente musicale, le caratteristiche del gruppo sono esplicite se si pensa ai “padri spirituali” scelti dalla band: sul lato “ritmico” e stilistico, i vecchi divi del rock n’roll: Berry, Lee Lewis e soprattutto la voce di Little Richards (uno degli eroi di Roslie); i Wailers, e la scena del Nord-Ovest tutta, per quanto riguarda il “sound”, l’atteggiamento e la produzione; poi i Kinks di Ray Davies (per cui i Sonics apriranno qualche concerto), ultima novità del 1964 e insospettabilmente i più scalmanati alfieri della “British Invasion” in USA, autori di alcuni brani che li identificheranno negli anni - loro malgrado? - con un certo tipo di musica “alternativa” (Come On Now e All the day and All the night nonché la celebre You really got me). Da tali nomi risulta evidente come quella dei Sonics sia stata un’avventura puramente musicale, o meglio “sonora”. Mancano del tutto: la contestazione politica, il nichilismo, l’alienazione umana e la provocazione attribuiti al punk inglese del 1977 (ma già in parte negati ai Ramones); sbaglia chi cerca nel gruppo di Tacoma queste caratteristiche, le quali necessitavano di un contesto sociale ben diverso, che covava in Gran Bretagna già dall’inizio dei ’70 e che puntualmente ha trovato eco nella musica (rimossa) dell’underground del periodo (Deviants – Pink Fairies – Third World War). 


mercoledì 21 marzo 2012

The New Original Seattle Sound - The Sonics - Pt.1




Siamo soliti conoscere Seattle come la capitale del Grunge, una delle novità musicali dei primi anni ’90; eppure questa città, e per esteso lo Stato di Washinghton, è sempre stata musicalmente viva e variegata, già a partire dagli anni ’50.


They were really loud, and aggressive, and pretty much ahead of their time
Erano veramente pesantied aggressive, e molto Avanti rispetto al loro tempo
(Mark Lindsey – Paul Revere and the Riders)

We didn’t have any idea of what going on
Non avevamo alcuna idea di cosa stesse succedendo
(Bob Bennett)
I would scream my brains out trying to be as loud and strong as I could
Avrei volute urlare fuori il mio cervello, cercando di essere più forte e rumoroso possibile
(Gerry Roslie)
  
You’re loud and noisy and we get complaints about you guys all the time!
Siete rumorosi e fastidiosi ragazzi, abbiamo reclami continuamente!
(Gestore di motel)

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...