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venerdì 29 luglio 2011

FROM THE CRYPT - The Kinks

1968. Tutto il “Popolo del Rock” è impegnato a scrutare orizzonti lontani, orientali, lisergici; la musica spazia tra infinite jams strumentali, arrangiamenti ponderosi da orchestra classica, assoli monumentali. Nel bel mezzo di questo calderone, Ray Davies, mastermind degli ormai affermati Kinks, si dedica a tutt’altro: recuperare le passate tradizioni, volgere lo sguardo ai piccoli cortili delle case della campagna Inglese, costruire bozzetti casalinghi e introversi sulle mille macchiette di un Villaggio Verde depositario di memorie e custode di piccoli segreti inconfessabili. E’ quanto di più controcorrente un musicista rock potesse fare in quel 1968; come se Damon Albarn si svegliasse una mattina per esibirsi in duetto con Britney.
Village Green è il settimo album di un gruppo all’apice della creatività; dopo il garage degli esordi e due album costruiti con grande perizia (Face To FaceSomething Else), Davies alza il tiro e pensa ad un concept vero e proprio, primo passo verso la Rock-opera che sarà marchio di fabbrica del gruppo negli anni seguenti. L’idea è quella di descrivere attraverso una quindicina di canzoni - che sono poi altrettanti ritratti - i fatti, i personaggi, i luoghi di un recente passato di cui però si va drasticamente perdendo memoria.   Continua >>


1968. All the "People of the Rock" is committed to “see for miles and miles” Eastern country and lysergic horizons, the music ranges from endless instrumental jams to classical weighty orchestral arrangements and monumental solos. In the midst of this cauldron, Ray Davies, mastermind of the now well established Kinks, really devoted himself to something else: to recover the past traditions, to look towards the courtyards of countryside houses, to building introvert sketches and caricatures of an old Village Green depositary and custodian of memories and unspeakable secrets. It’s the most “against the stream” thing that a rock musician could do in that 1968; it’s like to Damon Albarn  wake up one morning to perform a duet with Britney.                       Continue >>

domenica 17 luglio 2011

FROM THE CRYPT - EUCLID

The Euclid were prominent representatives of an infinite "third line" of U.S. Hard Rock, which, in early '70s , began to exploring the potential of a new genre that, from blues and psychedelia, will come to focus the dictates of Metal. What differentiates Heavy Equipment from the works of colleagues such as Sir Lord Baltimore, Demian or Highway Robbery is its perfect production: the album can produce layers upon layers of shimmering guitars, perfectly focused vocal harmonies and a great dynamic in the rhythm section. Continue >>


Gli Euclid furono illustri rappresentanti di una infinita “terza linea” di Hard statunitense, che nei primissimi anni '70 si diede da fare per esplorare tutte le potenzialità di un nuovo genere che, partendo da blues e psichedelia arriverà a mettere a fuoco i dettami del metal. Ciò che differenzia Heavy Equipment dai lavori di colleghi come Sir Lord Baltimore, Highway Robbery o Demian è la sua perfetta produzione: l’album può esibire strati su strati di chitarre scintillanti, armonie vocali perfettamente a fuoco e un’ottima dinamica nella sezione ritmica. Continua >>


martedì 5 luglio 2011

FROM THE CRYPT - DR. JOHN


Mixing his sub-tropical extraction with the late psychedelic production’s matrix, he reach a debut album, “Gris Gris”, based on song structure-less and full of fantasy. Moving like a smuggler among southern bayous and Caribbean Gulf’s suggestions, Dr. John distils a musical form hybrid and indefinable, Cajun in culture and creole in skin. Continue >>


La scrittura di Dr. John ha ora la libertà e gli accenti di Van Morrison, ora l’ecletticità degli arrangiamenti di un futuro Tom Waits; senza dimenticare la lezione horror di Screamin’ Jay Hawkins. Fondamentale è la parte “corale” delle canzoni, in costante contrappunto con la voce solista del leader: un call & reponse da coro gospel di un tempo dimenticato. Tutto ha fortissime radici rurali e si porta appresso il caldo umido di un’estate in Louisiana. Continua >>

martedì 31 maggio 2011

FROM THE CRYPT - THE FUGS


Che siano o meno stati la prima band underground, i primi veri alternativi, o addirittura l’embrione della musica punk, oggi si può discutere all’infinito; ciò che conta è che i Fugs furono autori di un corpus musicale esilarante, satirico e straordinariamente anticonformista, impostato sul dilettantismo musicali dei singoli, sull’acume beatnik dei testi e sulla più totale anarcoide conduzione di un complesso aperto e liquido. Continua...>>


Possibly the first punk or, better, the first conscious unconventional and alternative band, The Fugs were authors of an hilarious, satiric and nonconformist musical “corpus”, based on amateurism of players and on a total anarchist band conduction.

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