lunedì 10 marzo 2014

In difesa della compilation

Pubblico questa “invettiva” in ossequio al Manifesto, già diffuso da questo blog e da Detriti di Passaggio.

***

“Impossibile ascoltare certi dischi se non per intero.”
“Come negarsi il piacere di un concept, di una rock opera, di una serata interamente dedicata ad un disco; proprio quello, da ascoltare dall’inizio alla fine, senza interruzioni…”
Tommy, Blonde on Blonde, i 3/4 del catalogo progressivo...

La verità è che:

nella stragrande maggioranza degli album, ci sono almeno quattro di canzoni di troppo.

nella maggioranza degli album, ci sono almeno un paio di canzoni di troppo.

La verità è che:

il tasto più utile dell’Hi-fi (anche dell'i-pod…) è lo 'skip next', per sbarazzarsi rapidamente di questi pezzi.

Poi c'è la verità più insopportabile si tutte: l'essenza della maggior parte dei gruppi rock è facilmente riassumibile in un singolo GREATEST HITS... Due CD sono spesso già troppi.
Dal punto di vista del puro intrattenimento e piacere d'ascolto:

QUALUNQUE COMPILATION DI QUALSIVOGLIA ARTISTA ROCK È MEGLIO DEL CAPOLAVORO DELLO STESSO

(nota come I° Legge della supremazia antologica o Legge di Cefala)


Sì, certo… poi c’è l’unitarietà dell’ “opera artistica”, l’indivisibilità del prodotto, l’autorialità del tutto. Il concept, la copertina, la continuità sonora tra i pezzi…
Ebbene, queste sono chiacchiere. Vogliamo il bello, vogliamo divertirci.

Dal punto di vista del puro intrattenimento e piacere d'ascolto:


qualunque compilation di qualsivoglia artista rock è meglio del capolavoro dello stesso.

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17 commenti:

Lucien ha detto...

In linea di massima condivido a parte l'affermazione "QUALUNQUE COMPILATION DI QUALSIVOGLIA ARTISTA ROCK È MEGLIO DEL CAPOLAVORO DELLO STESSO" mi pare troppo definitiva e non applicabile ad un certo numero (abbastanza ristretto) di artisti.

Per il resto, sull'utilità del tasto skip e sulla questione delle canzoni di troppo nella stragrande maggioranza degli album mi trovi totalmente d'accordo. A me le compilation (soprattutto quelle fatte da me secondo i miei gusti) sono sempre piaciute.

ant ha detto...

Sono d'accordo sul fatto che molti album sono pieni zeppi di riempitivi (i terribili filler: una delle più grandi infezioni che nessun antibiotico è mai riuscito a debellare).
E anche vero che i greatest hits ufficiali spesso non sono immuni dalla presenza di cagate immonde. Molto meglio le compilation personali realizzate in base ai propri gusti.
Viva la compilescion!

Jen D. ha detto...

Greatest Hits? Pura spazzatura assemblata per spillare soldi ai polli. Come dice Rod Steward... "Every Pictures Tells A Story" :P

Blackswan ha detto...

Un greatest hits ha alla base un prius logico errato: che la scelta del meglio è effettuata da altri. Meglio allora le compilation artigianali.
Sarebbe bello fare una compilation mastodontica di dischi nei quali ogni canzone è imprescindibilie. Io un paio di titoli li avrei :)

mr.Hyde ha detto...

C'era un cosa che influiva sulla scelta dei brani da inserire nel '33 giri'. I diritti d'autore: si faceva a cazzotti per inserire un paio di brani di riempimento negli album di gruppi famosi proprio per favorire gli 'amici' dei discografici e fargli guadagnare qualcosa..
Per il resto anch'io preferivo farmi le compilation su cassettina..

Evil Monkeys ha detto...

Io non ho nemmeno una compilation 'ufficiale'.
Detto questo, sono pochi gli album che resistono allo skip)).
In realtà credo che la cosa vera sia una certa tendenza, molto accentuata soprattutto nel rock in anni recenti, a produrre album con numeri spropositati di pezzi.
Ci sono grandi gruppi che fanno grandi canzoni....disperse in album con 13, 14, 15 pezzi. Un'enormita'... non so, Sarà che produzione e incisione costano meno di una volta? Non so, davvero...o forse è una bulimia di certi produttori o case discografiche?

Lucien ha detto...

Arcade Fire, l'esempio più recente, un doppio ridondante che avrebbe potuto essere un album fantastico se limitato a 8-9 canzoni.

Evil Monkeys ha detto...

Guarda, ce ne sono a bizzeffe...ed è un peccato. Manca il senso del 'limite'

Jen D. ha detto...

Non è un caso infatti, che le pietre miliari del rock durano al massimo 40 minuti ;)

Massimiliano Manocchia ha detto...

http://detritidipassaggio.blogspot.it/2014/03/in-non-difesa-della-compilation.html
;-)

allelimo ha detto...

massimiliano, con metal machine music il difficile è usare il tasto "play"...
:)

ant ha detto...

In effetti con "Metal Machine Music" è un problema affidarsi allo Skip Next, anche con tutta la buona volontà. Per quanto riguarda il tasto play invece bisogna prepararsi psicologicamente prima (forse l'uso di qualche sostanza può aiutare).

LYSERGICFUNK ha detto...

Io sono sempre stato dell'idea che qualsiasi compilation o Greatest Hits contenga almeno 3 o 4 brani da scartare, e non so se sia una prerogativa del Jazz, del JazzFunk, del Soul e della musica Black in generale ma nella mia collezione di dischi ci sono molti LP "All Killer No Filler"

Massimiliano Manocchia ha detto...

Ah ah, concordo. Pensa che nella mia ingenua giovinezza riuscii ad ascoltarlo per intero. Una volta sola.

Evil Monkeys ha detto...

si, dai con MMM meglio usare almeno il Fast Forward)))

Massimiliano Manocchia ha detto...

Giusto, Evil. Tra l'altro il risultato non cambia. :-)

Vlad Tepes ha detto...

Consideriamo tutti gli album.
Tutti.
Il country più trito, la disco, il lounge, il poppettino per infanti.
Decine di migliaia di produzioni all'anno.
Statisticamente la maggior parte di queste opere (la maggioranza relativa, almeno) contengono il 100% di brani da scartare.

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