lunedì 18 agosto 2014

Wicked Game

 

Nessuno insegna veramente qualcosa ad altri. Impariamo solo ciò che riteniamo conveniente imparare.

Cito a memoria, credo Paul Mico, psicologo dell’apprendimento, ma è un ricordo da prendere con le molle; in certi casi Google non aiuta.
Parafrasi libera e un po' provocatoria: nessuno ascolta veramente l'altro. Sentiamo solo ciò che vogliamo sentire.
È un assunto che a volte sembra calzante con la nostra società pur intrisa di comunicazione.
Possiamo veramente dire di ascoltare (leggere) ciò che altri dicono (scrivono), o ci è  sufficiente la firma di presenza, il +1 , il “mi piace”?
Certamente non si può dimostrare per via scientifica, ma sono sempre più convinto che se investiamo grandi risorse di tempo e impegno per comunicare, finiamo inevitabilmente per sacrificare l'ascolto. L'ascolto silenzioso, disinteressato, senza gettone di presenza o accondiscendenza in calce.
E la musica, in questo contesto, come si colloca?
Ulteriore parafrasi: la passione per la musica non è mai realmente disinteressata, ascoltiamo solo quella musica che riteniamo conveniente ascoltare.
Quella che ci dà qualche certezza di “piacere preliminare”. Quella che, a naso, si confà meglio al nostro gusto, quella da cui possiamo trarre gratuita gratificazione. Rifuggendo ciò che, a turno e secondo il gusto individuale, riteniamo troppo commerciale, troppo indie, troppo banale, troppo vecchio. Una selezione preliminare inconscia. Perchè alla fine è la ricerca del piacere che conta. Epicuro docet.
Ma allora possiamo dire di comprenderla veramente? Non sarà solo la gratificazione di un suono di superficie?
Quanto possiamo dire di possedere un pezzo di Miles Davies o del Wu Tan Clan, o quella canzone folk boliviana? Ma anche gli sperimentalismi tedeschi o le vibrazioni di Seattle. La società, l'informazione, ci educano presto a riconoscere il simile-a-noi e a rifuggire il diverso-da-noi.
Per quanto continueremo a rifugiarci nella formula del “linguaggio universale” , immediatamente comprensibile ed empaticamente valido per tutti? Ma esiste veramente un linguaggio universale?
Che poi alla fine, se ci togliamo anche quello... è una continua operazione di sottrazione, camuffata sotto migliaia di post, di articoli, di condivisioni, di links, di mail, di e-book.
Ascoltiamo, e subito condividiamo quell' ascolto, o meglio, crediamo di farlo, perchè in pochi sono in ascolto, in tanti comunicano. Un'esperienza che dovrebbe essere personale e sensoriale si tramuta in un atto sociale, con pregi e difetti dello stesso.
Come al solito, estremizzo.
Però questo è davvero un giochetto malvagio.

E i fondo, anche alla fine della canzone, nobody loves no one...

7 commenti:

Marco Goi ha detto...

non sono sicuro di aver capito ciò che intendi, però sono d'accordo con te. almeno credo... :)

e comunque grande song, wicked game. o se non altro mi dà gratuita gratificazione ascoltarla.

Evil Monkeys ha detto...

Si, dai direi che mi do ragione anch'io!!)
Wicked game per me resta una canzone misteriosa, e bellissima. Ma misteriosa, mi manca sempre un quid, per capirla del tutto, mi succede spesso...

Blackswan ha detto...

E se la musica fosse ricerca, la ricerca del bello? Non smetteresti mai di ascoltare qualsiasi cosa pur di scoprire il disco della vita. E non è forse così anche per i libri, l'arte,il cinema, il teatro ? La cultura non è forse un viaggio continuo, un continuo mettersi in discussione? E i gusti personali qualcosa che cambia come gli abiti per le stagioni?

Evil Monkeys ha detto...

Io credo che oggi la musica - ma anche altre forme di xultura - debba essere legata alla trasmissione si un 'messaggio', messaggio che può essere la ricerca del bello, ma anche l'esaltazione del brutto (Beefheart, Haino), della paura, l'indagine dell'alienazione (Suicide, ma sto solo facendo eaempi grossolani..); insomma i contenuti più vari.
Ma se manca il messaggio allora resta solo il 'commercio' da jingle pubblicitari.
Questa è un po' la queatione xhe mi frulla in testa in un meae in cui sto ascoltando troppo poco e rimuginando troppo: quanto affiora di queato messaggio? Possiamo dire di comprenderlo a fondo? Il bello è che se pure non fosse così quel piacere di superficie del 'linguaggio universale' spesso resta. Una bella fortuna per noi!

Michele Borgogni ha detto...

Wicked Game è la canzone con cui trombavo quando avevo 18 anni, quindi la adorerò per sempre <3

mr.Hyde ha detto...

Bella, bella si. Ho trombato alla grande con "The Dark Side of The Moon" e con i notturni di Chopin(strategico)...

Evil Monkeys ha detto...

Ecco, un Capitan Vinile qualunque potrebbe scriverci pagine sul trombare con DSOTM. Mica perché s'intenda troppo del 'trombare', quanto dei Pink Floyd...

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