venerdì 5 ottobre 2012

Il Blues secondo Robert Crumb


Abbracciavano pensieri orientali, tanto più anticonformisti quanto più fasulli (la maggior parte dei guru era californiana e non avrebbero saputo distinguere Confucio o la Lao—Tze da una mucca malata), si definivano "figli dei fiori", praticavano l’amore di gruppo e assumevano qualunque tipo di droga, dal peyote alla vernice tenditela dei vecchi aeroplani. Studiosi serissimi si occupavano della “espansione della Coscienza" tramite allucinogeni e in mezzo a tutta questa baraonda, allegra, oh, quanto allegra, spaziava Crumb. Che era convinto di appartenervi, ma non era vero. Lui spaziava un po’ più in alto, ma non lo sapeva, anche se lo avvertiva confusamente. Lui non seguiva la moda, seguiva il se stesso, che in quel momento coincideva fortuitamente con la moda, ed era comunque convinto di seguirla. Poi, siccome avvertiva confusamente il senso artificiale della maggior parte di tutto questo, cominciò a staccarsene molto presto. Ora ne prende le distanze. Fa quella che i marxisti (ce ne sono ancora?) chiamano l`autocritica. Rifiuta buona parte della musica popolare d’oggi (ma, a pensarci bene, è la vastità dei decibel, il volume assordante che rifiuta, e in questo non possiamo che essere dalla sua parte) e quindi buona parte della cultura giovanile odierna. È un fatto di età? Forse. O forse è l’insopprimibile desiderio di anticonformismo che l`ha sempre dominato, o meglio la tendenza di usare la sua testa, costi quello che costi.

Ferruccio Alessandri – Robert Crumb “Disegna il Blues” – Franco Cosimo Panini Editore, 1993



Over the next several years, this band developed a bit, took in a few more musicians, made three LPs for Yazoo in New York, played a lot of clubs, bars, folk festivals, weddings and parties and even went on a national “tour” of sorts in 1976. We settled on the name, “R.Crumb and his Cheap Suit Serenaders,” and of course I was the front man. I had the name that would bring people to see us (Yeah, they stared at us more than they listened, I do believe.) The clubs were the worst… it was excruciating for me… the only advantage was every now and then there’d be some friendly female who would let me maul her. Weddings and parties were better. The people all knew each other, and our music helped create a convivial social atmosphere, something you don’t get with loud rock music. Another one of our “venues” in the early days was the street.



Roger Crumb fu senza dubbio uno degli eroi dell’underground del suo tempo. La sua straordinaria vena di fumettista dissacrante attraversò non per caso le vicende musicali americane degli ultimi quarant’anni, dall’amato blues, al country, all’antica musica etnica di Appalachi e Bayou. La penna di Crumb è stata una delle pochissime a sapere illustrare la musica con reale e percepibile competenza, acume e straordinaria ironia, oltre che con straordinario tratto.
La sua più celebre incursione nel Rock tout-court è stata la copertina di Cheap Thrills della Big Brother and the Holding Company. Ma dalla fine degli anni ’60, quelli di Mr. Natural e American Splendor, Crumb ha intrapreso sodalizi artistici interessanti con diverse piccole etichette specializzate in blues e musica etnica come Yazoo (mitica!) e East River Records.
La galleria che segue è un triplice omaggio: ad un grande artista, a case discografiche coraggiose e a generi musicali troppo facilmente catalogabili “di nicchia”.


Earl Hooker
There's A Fungus Among Us (1972)
Robert Crumb – Copertina (fronte)



Artisti Vari
Please Warm My Weiner (Old Time Hokum Blues) (1974)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Artisti Vari
Transfusion (1974)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Ukulele Ike (Cliff Edwards)
 I'm A Bear In A Lady's Boudoir (1975)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Artisti vari
Harmonica Blues: Great Harmonica Performances Of The 1920s And '30s (1976)
Robert Crumb – Copertina (fronte)





Blind Boy Fuller
Truckin' My Blues Away (1978)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




The Beau Hunks
Saxophone Soctette (1999)
Robert Crumb – Copertina (fronte)





The Klezmorim
Streets Of Gold (1978)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Son House
Heroes Of The Blues: The Very Best Of Son House (2003)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Skip James
Heroes Of The Blues: The Very Best Of Skip James (2003)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Artisti Vari
The Stuff That Dreams Are Made Of (2006)
 Robert Crumb – Copertina (fronte)




Eden & John's East River String Band
Some Cold Rainy Day (2009)
 Robert Crumb – Copertina (fronte)




Eden & John's East River String Band
Be Kind To A Man When He's Down (2011)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




Eden & John's East River String Band
Drunken Barrel House Blues (2011)
Robert Crumb – Copertina (fronte)




8 commenti:

Bartolo Federico ha detto...

fantastico.il blues...la mia anima.

Evil Monkeys ha detto...

...una parte dell'anima di tutti...anche di coloro che non lo sanno.

Blackswan ha detto...

Splendida carellata di disegni.Di Crumb conoscevo solo la copertina di Cheap Thrills e Fritz Il Gatto.

allelimo ha detto...

"Non ci sono più le mezze stagioni" e "la musica è morta quando..." (inserire un quando a piacere)

Eugenio ha detto...

Bellissimo!

mr.Hyde ha detto...

Che bellezza...Conoscevo Crumb, ma niente di tutto ciò!

Silvano Bottaro ha detto...

Fantastiche!!! Complimenti :)

La firma cangiante ha detto...

Bellissime, roba mai capitatami sotto gli occhi. Grande segnalazione :)

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