martedì 22 gennaio 2013

Led Zeppelin IV – Il Conformista (esercizi di stile)


Un tipo subdolo; ottimo padronanza della lingua, testi equilibrati, lessico vario. Lo si riconosce, a volte, solo ad una seconda e più approfondita lettura. Non prende mai una posizione assoluta, smorza ogni superlativo è un virtuoso della compensazione e dell’equo bilanciamento. Politicante della musica, “veltroniano” della sintassi, predilige costruzioni correlative del tipo “non solo… ma anche”, “sia… sia”, “né… né”. Sfrutta forme avverbiali e dubitative che passano spesso inosservate come “forse”, “probabilmente”, “magari”, “quasi certamente”… Si fingerà in disaccordo sulle piccolezze ma è solo una strategia per sviarvi: sul piano generale, laddove le cose contano, sta sempre con la maggioranza o con il pensiero degli opinion leaders dominanti. Facile ai populismi, il suo fine è l’illusione dell’oggettività.



Non so se il volume di popolarità possa di per sé costituire, o almeno ispirare, un giudizio critico. Credo possa almeno fornire un criterio di valutazione con cui, perché no, tentare la classificazione di un lavoro artistico.
Se la “qualità” fosse decisa in democrazia, in quella dei mercati almeno, album come Thriller o Hotel California sarebbero indiscussi capolavori; come Led Zeppelin IV, come Dark Side of the Moon…
E alla fine, forse, lo sono davvero. E non solo in quanto il giudizio delle masse che li hanno idolatrati per anni ha sentenziato così.
Nel caso di Zoso, sembra che un clamoroso successo commerciale si accoppi con un innegabile valore artistico, tratto su cui pur spesso si è discusso, ma che, anno dopo anno, pare rafforzarsi, consolidarsi, mettendo radici perfino nella moderna musica rock di generazioni spaurite che a volte guardano al passato come fosse fonte inesauribile di ispirazione e magari di sicurezze perdute.
E allora Led Zeppelin IV è uno di quegli scogli che si erge sicuro, non certo solitario, ma impassibile e solido. Prodotto del 1971, annata che potrebbe veramente essere considerata come definitiva di quel rock (Sticky Fingers, Who's Next, At Fillmore East…), fu, almeno nelle intenzioni, apice formale della prima parte di carriera del quartetto britannico.
Forse è vero che una Dazed and Confused fu più sbalorditiva, che sia Whole Lotta Love sia  Immigrant Song codificarono definitivamente un genere (con il benestare di Deep Purple e Black Sabbath...); forse un blues come Since i've been loving you gli Zeppelin non l'avrebbero mai più scritto né interpretato.
Però, concediamoci per una volta ai ragionamenti semplici e abbandoniamo le pose artatamente alternative, revisioniste e intellettualoidi; diciamo che se mezzo mondo trovò in Stairway to Heaven il proprio vangelo musicale, un motivo deve esserci. Diciamo che la sicurezza, l'autocompiacimento e la sintonia del gruppo sono tali che numeri, per ogni altra band “di routine”,  come Rock and Roll e Black Dog trasmettono tutta questa strafottenza e questo strapotere auto celebrativo direttamente nella testa di chi ascolta; una medicina per le orecchie e il cervello. E’ il bello di una semplicità non banale, che arriva dritta al centro del bersaglio.
Jimmy Page, l'eremita con la lanterna nella busta interna del disco, stava cercando. Cercando il risultato ultimo, quello non più migliorabile; quello perfetto. La sintesi tra qualità del prodotto e successo di pubblico. Regge la lanterna assieme ad un cantante magari non più mitologico di voce ma ancora fresco, ispirato, a modo suo coraggioso nella propria infantile visione favolistica del reale. Assieme ad un percussionista che fu il vero fulcro della band, e con cui, in When the Levee Breaks, ha semplicemente inciso “la batteria” per antonomasia, se non da una prospettiva prettamente tecnica, almeno per la memoria collettiva degli appassionati. Con un polistrumentista, arrangiatore, bassista che fa tutto quanto il resto, a partire da quel richiamo flautato col quale  incomincia quella che con ogni probabilità è la prima, reale ballata rock per il popolo. Forse un popolo di ragazzini; ma di una generazione curiosa. Forse una ballata a tratti scontata, ma che è riuscita a non essere effimera.
E poi, proviamo ad ammetterlo senza troppi pregiudizi, ci sono volute, ahimè, superstar come queste per mettere a nudo il sistema-Rock, per riversarlo nelle torri del capitalismo sfrenato. Ci sono voluti questi preraffaelliti intoccabili, corrucciati e irraggiungibili sul loro boeing da Mille e una Notte per dare il colpo di grazia definitivo al 45 giri, alle interviste pilotate, alla stampa specializzata, alle copertine con foto in chiaroscuro.
Per assurdo, ci sono voluti loro, ebbene sì, anche per fare deflagrare la bomba del punk. Tra le pieghe dei bizantinismi fantasiosi di Misty Mountain Hop o The Battle of Evermore, nelle periferie ritratte sul retro della copertina, sta la miccia di quell'esplosivo che avrebbe portato alla ribalta  un’ideologia risoluta, chiassosa, ma a suo modo fondamentale per lo sviluppo futuro di tutta la  musica popolare.
Nessuno all'epoca la vide; e come fare d'altronde?
Ma in molti recepirono un messaggio che oggi, a oltre quarant'anni di distanza sembra rimasto immutato; un'eco di fondo, costante a tutta la musica dei decenni successivi, che viaggia in parallelo ad altri enormi intoccabili come Pink Floyd,  Rolling Stones, Who, Doors…
Led Zeppelin IV, che allora probabilmente rappresentò un punto d'arrivo, oggi sembra essere il punto di partenza migliore per esplorare il cielo del Dirigibile.


5 commenti:

Elle lo Spirito ha detto...

Quindi questo è l'ultimo personaggio? Oh! Beh, almeno ho tempo per leggere degli altri: ho ritrovato il primo post della serie, e ora me li leggo uno dopo l'altro. Gli esercizi di stile mi piacciono, anche se io non conosco quest'album, tranne Stairway to Heaven, anzi.. ne approfitto ora..

Evil Monkeys ha detto...

Si, siamo alla fine!
Ci sarà a breve un post riassuntivo, lì potrai recuperare tutte le vecchie puntate.

Elle lo Spirito ha detto...

Sì,ho letto le puntate precedenti, ora do uno sguardo anche al post riassuntivo. A me piacciono le variazioni linguistiche e ti son venute molto bene, alcuni personaggi si son fatti odiare per verbosità ;)

nella ha detto...

Peccato che siamo alla fine caro Evil...
Ora per capire ancora meglio, aspetto le puntate riassuntive, faccio mente locale e saprò finalmente da dove partire per iniziare qualcosa di giusto( non ce la farò ..ne sono sicura!)
Bacio...

Evil Monkeys ha detto...

@nella >> la puntata finale c'è già! é qui:
7 Volte Led Zeppelin 4

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