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giovedì 6 novembre 2014

Capitan Vinile e il gioco dei pacchi


Sopravvissuti a questa ricolonizzazione pagana della vigilia di Ognissanti?
Allora mettetela in fila accanto all'albero di natale, alla befana, ai primi dischi dei Black Widow e sappiate che:

HALLOWEEN NON È SOLO COMMERCIALIZZAZIONE DI ONESTE TRADIZIONI
NON È COLONIALISMO DI RITORNO A STELLE E STRISCE.

È IL NOSTRO VUOTO. CHE ALTRI RIEMPIONO.

sabato 5 maggio 2012

Riletture Americane - L' Esattezza parte 3 – Dal Produttore al Consumatore


Furono i produttori pop, impegnati senza mezzi termini a interpretare le idee grezze dei musicisti come prodotti di richiamo per il mercato di massa dei teen-ager, a sviluppare la registrazione come nuova  forma di comunicazione, e dunque a consentire al rock di guadagnarsi un suo credito di “autenticità'.
Colin Frith

L’esattezza dietro la consolle è divenuta quindi una necessità, tanto da rendere i servigi dei migliori tecnici del suono e dei migliori produttori ricercatissimi; le band più importanti possono scegliersi lo studio di registrazione più adatto in giro per il mondo, alla ricerca del suono perfetto e possono passare mesi a mixare e remixare il loro lavoro. Alla fine è spesso una questione sottilissima di labor limae a rendere un pezzo discreto una hit clamorosa. George Martin mise tutto sé stesso al servizio dei Beatles; grandi ingegneri del suono come Glyn Johns o Eddie Kramer o fecero la fortuna di Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Rolling Stones e tanti altri. Sono innumerevoli le eminenze grigie che si celano nella scia della rockstar che ci mette la faccia.
In questa categoria uno tra i personaggi più interessanti, eppure forse poco celebrato, nacque musicista, chitarrista e tastierista, e percorse in modo estensivo la scena Rock americana e britannica degli anni 60 e 70: Al Kooper.
Precoce frequentatore del Blues Revival dei primi anni ’60, poi “master mind” degli ottimi Blues Project, uno dei pochi complessi americani a potere tener testa ad Animals e Yardbirds, Al divenne presto una presenza rilevante in sala d’incisione accanto ai massimi nomi della sua epoca. Indimenticabile, musicalmente essenziale, quanto estemporaneo e imprevisto all’atto pratico, fu il suo contributo all’incisione dell’immortale Like a Rolling Stone di Bob Dylan: l’inconfondibile giro di organo che marchia il celebre chorus del pezzo fu tutta opera del giovane Kooper che incise assieme a Dylan in barba al produttore Tom Wilson che non riteneva il giovane Al un vero tastierista.


martedì 10 aprile 2012

Hipgnosis - Album Art Gallery - Approfondimenti

La Fotografia dell'Impossibile

Tra gli innumerevoli art work, quello per Dirty Deeds Done Dirt Cheap degli AC-DC è forse uno dei meno riusciti, sicuramente poco in sintonia con gli accordi grezzi e ripetitivi dei fratelli Young, difficilmente riferibili al sofisticato mondo concettuale di Storm Thorgerson. Molto più efficace era in effetti la cover della prima stampa del disco, pubblicata nel 1976 solo in Australia. La Hipgnosis lavorerà sull’edizione inglese dello stesso anno che sarà poi distribuita in USA solo nel 1981, dopo i successi di Highway to Hell e Back in Black.



AC/DC  - Dirty Deeds Done Dirt Cheap (1981)
Hipgnosis  -  Copertina (fronte)

sabato 14 gennaio 2012

AC/DC - Fly On Tour - Austin - 1985




AC/DC
October 11, 1985

Fly On Tour
Austin, TX

Prowler Records - 2001
Soundboard Recording

Check also the entire bootlegs collection here

sabato 1 ottobre 2011

AC/DC - Blues Booze 'n' Tattoos - 08-08-1978


AC/DC
08-08-1978

Blues Booze 'n' Tattoos
Atlantis Record Bar Convention, Nashville, TN, USA

Full album mp3:







Very nice FM from SBD. Sound clear and balanced. Quite brief but furious and raw performance, full of energy and electricity, beyond the (very high) ‘78 standards. Highlights include Live Wire and a powerful Sin City. Also very interesting the rare and “dark” Gone Shootin'. Infectious the final rave-up of Rocker.


More at: http://theevilmonkeysrecords.blogspot.com/p/live-desk.html

martedì 31 maggio 2011

AC/DC - Let There Be Rock


Cinque scalmanati, sudati da strizzarli, sfigurati nella trans agonistica; questi gli AC-DC nel tour inglese di Let There be Rock. L'immagone di un gruppo che tutto può essere tranne Heavy Metal, come pure furono frettolosamente etichettati. Eppure...eppure Malcolm Young con maglietta gialla e frangia abominevole pare un fuorisciuto dei Ramones, i ritmi serrati ed esclusivamente elettrici, lo stridore popolano e l'acume da marciapiede di Scott, il culo di Angus mostrato al pubblico, li collocherebbero in una posizione ben più vicina alla rivoluzione Punk con cui sgomitarono nell'Inghilterra del 1977. Assoli blues e Malcolm Mclaren a parte...
Let there be Rock, album in studio che pare inciso per strada, massimo capolavoro della fase più grezza del combo (..e magari massimo lavoro in assoluto?) allinea un barrage di riff che si fatica a trovare in tutta la carriera dei Rainbow. Non saranno i Pistols o i Clash ma tantomeno i derelitti Black Sabbath o Deep Purple dell'epoca.
Godetevi allora Go Down o Dog Eat Dog tanto per citare due pezzi forse ancora poco noti, tanto è inutile sciorinare gli altri titoli: li conosciamo tutti!
A proposito…ma i Deep Purple, nel 1977, esistevano ancora?

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