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lunedì 8 luglio 2013

Il Blues di Alpha Centauri



"Come lo suonano il blues su Alpha Centauri?"
"E'... come un respiro. Che sembra sempre dover essere l'ultimo. Ma poi ce n'è un altro; e un altro".
"Emozione, feeling?"
"E' l'esternazione di un'atmosfera sulfurea e decadente, sotterrata dal grande fango dell'alluvione di idee derelitte, di tecnologie inutili, di progresso autoreferenziale".
Manuel Göttsching torna a sedersi a gambe incrociate quasi nel mezzo del Nihaven. Luci al tramonto. Riflessi.

lunedì 18 marzo 2013

Bambole, terminali e cieli stellati


Nel Vecchio Mondo, la scena rock tedesca degli anni '70 fu, per popolarità, seconda solo a quella britannica. Per volume di vendite, distribuzione e bacino d'utenza fu probabilmente dietro unicamente al mercato USA.
A posteriori facilita molto l'analisi "storica" del movimento collocare nel Festival di Essen del 1968 - Internationale Essener Songtage 1968 - quello snodo indispensabile attraverso cui band sperimentali, moderniste, originali ma tutto sommato semi-amatoriali, ebbero quel riconoscimento pubblico da parte della comunità intellettuale necessario a tenere a battesimo un vero e proprio genere oggi etichettato come Kraut-Rock. Una Woodstock europea di spessore artistico ben maggiore rispetto a quella più celebre su suolo americano.
E se in quella scena, che si sarebbe protratta come “in volo” per almeno un lustro, i musicisti non mancarono, anche il contorno grafico, ispirato in parte alle auto-produzione del Fillmore e di tutta la scena di San Francisco, dovette presto adattarsi ad un genere fantasioso e robotico allo stesso tempo, ma anche sintetico, digitale, spaziale, macchinista e industriale.
Alcuni sono i nomi che spiccano: Reinhard Hippen, Gunther Kieser e Peter Geitner.

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