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giovedì 6 novembre 2014

Capitan Vinile e il gioco dei pacchi


Sopravvissuti a questa ricolonizzazione pagana della vigilia di Ognissanti?
Allora mettetela in fila accanto all'albero di natale, alla befana, ai primi dischi dei Black Widow e sappiate che:

HALLOWEEN NON È SOLO COMMERCIALIZZAZIONE DI ONESTE TRADIZIONI
NON È COLONIALISMO DI RITORNO A STELLE E STRISCE.

È IL NOSTRO VUOTO. CHE ALTRI RIEMPIONO.

giovedì 25 settembre 2014

Head Over Heels - Head Over Heels (US Hard Rock)


Artista: Head Over Heels
Album: Head Over Heels
Anno: 1971
Label: Capitol Records ‎– ST-797

John Bredeau   Drums
Paul Frank          Guitar, Vocals  
Michael Urso     Bass, Vocals      

A1          Road Runner     3:21
A2          Right Away         3:04
A3          Red Rooster      7:32
A4          Children Of The Mist     3:30
B1           Question             3:00
B2           Tired And Blue / Land, Land       5:00
B3           (That's What I Like ) In My Woman         2:45
B4           Circles

Ulteriore incompetentissimo power trio detroitiano che azzecca un titolo grandioso e assembla mezz'ora di hard garage a presa diretta dalle sfacciate tinte blues. Come degli ancor più scalcagnati Pretty Things.
Abrasioni a sei corde, momenti di strafottente epicità per un bell'album di scassatissime Chevrolet color carbone che filano giù per le strade di Dazed and Confused, scippano il riff che gli AC/DC faranno grande in Go Down, visitano piacevolezze soft (poche!) prendendo per il culo gli Youngbloods di turno. E fanno ben leva su quella certa malefica proposta vocale di Paul Frank.
Fino a sprofondare nel sartiame black prog di Circles sette minuti di intrugli zeppi di riff e ripartenze, così poi come una Little Red Rooster che finirà per atterrare sul dorso di una jam metallica rivestita di testosterone, sulla falsariga di degni compari di label quali i Grand Funk.
Bello.
Arriveranno a suonare fino sulla costa pacifica, presenziando addirittura alle ultime serate del Fillmore.

Puro Michigan rock di marca Capitol, il vinile originale USA (ST-797) è un pezzo noto e tutto sommato abbordabile (una cinquantina di euro). Ne è nota una stampa venezuelana!.
Svariate le possibilità per acquistare il CD dell’ Aurora Records ‎ (AUCD5013) con al massimo una quindicina di euro. Ci sono pure gratis sulle principali piattaforme di streaming.

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venerdì 12 settembre 2014

Capitan Vinile non le manda a dire



E voi avete presente una puttana ottimista e di sinistra?
Io no.
Non tanto per la puttana, di quelle ne sono pieni i palazzi, quanto per l'essere, oggi, “ottimisti e di sinistra”.
Magari un paio di dozzine di anni fa, quando Dalla la cantava, poteva essere ancora plausibile, ma oggi...
Lucio…
Quelle 3 o 4 volte che l'ho incrociato in centro a Bologna l'ho sempre visto impegnato a parlottare con qualche musicista da strada o qualche barbone (oh, scusate, è una parola “politicamente scorretta”, si dice senza-fissa-dimora).
Decenni ad ascoltare rock straniero, blaterare anglosassone, e si finisce per perdere completamente di vista il valore di alcune espressioni musicali nostrane. Una valore magari provinciale, magari marginale e sovrastimato, ma immediatamente comprensibile, almeno quello.
Ma c'è dell'altro..
Per esempio, prendete Albachiara.

Aaaah, e qui vi volevo!

Piccoli burocrati alternativi post comunisti imboscati in qualche ufficio pubblico…

Voi che
<<No no, io Liga, Jova, Pelù...no no>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<Mah, la musica italiana, sai l'ascolto poco…>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<Si, io preferisco Zappa>>
PER PRINCIPIO!

Cosa sono quelle espressioni di disgusto sulle vostre facce?
Allora, provate ad immaginare “respiripianipernonfarrumoretiaddormentilaseratirisveglicolsole”

1)Tradotta in inglese
2)Incisa a Los Angeles
3)Cantata da un teppistello belloccio (no, Vasco NON è belloccio)
4)Con un mega assolone di un solista di finta razza ebrea
(oooh, “razza ebrea” è ancora più scorretto di “barbone”...)

Si, insomma immaginatela fatta dai Guns.
Allora?
Non credete sarebbe perfetta su Use Your Illusion II? Con qualche coretto qua e là, qualche patinatura di produzione, qualche foulard volante, qualche aaahiaaahi in più.
Ma io credo starebbe bene anche su Appetite For Destruction, magari al posto magari di Sweet Child O' Mine.

Sweet Child O' Mine…

La settimana scorsa in rete girava una classifica dei “migliori riff di sempre” (uuuaaaoooh), stilata dalla BBC, o dagli ascoltatori della BBC, o da cugini di ascoltatori della BBC. O roba simile.
Sweet Child O' Mine era al secondo posto.
Certo una classifica inutile, come tutte.
Anche perché sappiamo bene che il riff più figo di tutti è quello di Sharp Dressed Man (o di qualunque altro pezzo gli ZZ Top abbiano scippato a John Lee Hooker).
Però Sweet Child O' Mine è veramente un caso. Una canzone così popolare, tra i fan, tra i non fan; ascoltata, condivisa, citata...

<<There's no doubt people will still be listening to "Welcome to the Jungle" and "Sweet Child o' Mine" in 100 years.>>
Rolling Stones Magazine


<<The song was an instant classic, and hasn't lost an ounce of its potency since its release.>>
Allmusic

Bè... scusate, posso parlare io?
Per me, Sweet Child O' Mine…

È una cagata pazzesca!!!

No, non mi aspetto i 91 minuti di applausi.
Però dico solo che ‘sta canzoncina da teen-rock per adolescenti viziati sfigurerebbe anche sul secondo volume di un Greatest Hits dei Nazareth.
Questo perché:

1) appunto, è una cagata pazzesca.

2) perché i Nazareth, in quanto a sincere ballatone al caramello potevano fare mangiare la polvere a chiunque.

Chiunque.

Senza scomodare la guns-n-rosissima Child In The Sun (su Loun n’ Proud, 1973) prendete Vigilante Man. Un folk di polvere e vagabondaggio del buon Woody Guthrie. Trasmutata in una tirata southern di hard & heavy ben oltre al primo lp di Physical Graffiti!
E se volete godere, procuratevi quel “piccolo” disco che è BBC Radio 1 Live in Concert (WIN CD 005, 1991, ancora BBC, nella sua incarnazione migliore, qui). Un’esibizione di ruvidezza e potenza mortifere targata 1972, poi riemersa anche sul buon Back to the Trenches, un doppio live antologico del 2001.
Devastante.
Devastante, meglio anche degli oscuri Masters of Reality di John Brown, almeno qui c'è Dan McCafferty che è un cantante vero.
Come?
Mai sentito parlare di Masters Of Reality?
È qualcosa di misterioso. Voodoo e yuppie allo stesso tempo. Avete presente una versione indie di Mezzanotte nel giardino del bene e del male? Ossa di coniglio, uomini neri, crocicchi nel mezzo di sterminati campi di mais, illuminati ancora prima del tornado. Cielo plumbeo e ombre lunghe.
Per chi avrà voglia, ne riparleremo.
Gli altri si tengano pure Sweet Child o' Mine.

Capitan Vinile



lunedì 11 agosto 2014

La lista di Capitan Vinile


Benvenuti in quest'ultimo agosto.

Mese dove sonnecchia la mente e si impigrisce pure la curiosità.
Tutti in ferie, eh? Con 728 euro a testa, ombrellone e sdraio e l'immancabile festa dell'Unità.
Anzi no, ora si chiamano “Democratici in Festa”.

Ma che razza di nome?!

lunedì 26 maggio 2014

Capitan Vinile e l’ascolto nudo



Svendo.
Mi svendo.
Scaffali pieni di dischi che prendono polvere.
Meglio sfoltire un po’.
E’ bastato mettere tutto su e-Bay a 5 euro - prezzo di partenza - che i Famelici del risparmio a 33 giri, gli Straccioni del prezzo stracciato (come me, intendiamoci) si sono fatti sotto sbavando.
Piazza (quasi) pulita.
Devo solo gettare fuori bordo un Blue Oyster Cult (bello, il primo LP, stampa USA, fatevi sotto…) un Byrds, qualche cosa dei Quicksilver, forse.  E ancora quel maledetto CD di Little Walter che allo scorso giro nessuno di voi ha avuto l’ardire di vincere…
Ma le vendite alla fine, sono andate discretamente. Si sono perfino azzuffati per un Threshold Of A Dream (Deeram SML 1035) dei Moody Blues: bello eh, con booklet ben tenuto, tutto quanto… E pure un orrido e graffiato Fragile di stampa USA (Atlantic SD 7211) è volato via. Potere di Roger Dean, forse. Perché South Side Of The Sky  gracchiava alquanto. Ma sapete com’è: quelle belle illustrazioni Art Nouveau tirano più di un Chris Squire qualunque.

La confezione, al giorno d’oggi, significa molto.

lunedì 14 aprile 2014

Capitan Vinile, il Capitano Nero ed altri racconti



Rieccovi qui, manipolo di rockettari impenitenti!
Allora, alzi la mano chi di voi ha già il biglietto per lo spettacolo dei Rolling Stones al Circo Massimo.

Uno … due … tre...

Ma come?

NON VI VERGOGNATE!?

Ma non sapete che il concerto potrebbe mettere a serio rischio l'integrità di un importantissimo sito archeologico?!?
Potrebbero esserci dei crolli!!!!
E tutto senza nemmeno dovere attendere che incuria e mancanza di fondi facciano il loro onesto lavoro, come a Pompei!

Chi la sente dopo la Sovrintendenza?

lunedì 3 marzo 2014

Capitan Vinile e l’intimo scomparso



Eccovi tutti lì in fila, voi bavosi onanisti vinilici!
Tutti in fila davanti ai cancelli di qualche iper-vinylmania per cercare una bella edizione del vostro arcinoto album preferito dei Pink Floyd.
A cercare la solita specificissima Charisma, i soliti gatefold dei Genesis, i più consunti album Parlophone etichetta giallo/nera.

Tutti lì in fila

giovedì 23 gennaio 2014

21 dischi per Capitan Vinile


Poi dice che l'acquisto in internet è facile, conveniente e si risparmia tempo...
Forse per una scopa elettrica è così. Ma avete mai provato a scartabellare tra pagine di risultati con centinaia di dischi impilati uno sull'altro, illustrati con micro-immagini che paiono francobolli!?
Mica è facile!

sabato 21 dicembre 2013

Il Natale di Capitan Vinile

Pensavate di esservene liberati?



OH OH OH!!!
Run Rudolph, run run!!
Chi è stato cattivo quest' anno?
Chi ha fatto la fila per votare Pippone Civati per poi ritrovarsi Renzi segretario e Cuperlo presidente?
Chi ha lasciato l' otto per mille alla Tavola Valdese invece che alla Chiesa Cattolica?
Occhio, Babbo Natale queste cose le sa tutte!
Rischiate di trovarvi sotto l’ albero un cofanetto con una dozzina di vinili argentati di retrospettiva dei Velvet. Oppure un' edizione millesimata dell' opera omnia di Nick Drake (7 kg, booklet compresi).
Fantastiche queste case discografiche: facile fare i fighi con uno che ha fatto 3 dischi in tutto...Venitevene fuori con la retrospettiva completa dei Chicago o dei Nazareth, se ne avete il coraggio, poi ne riparliamo...
Ma non disperate!
Lo so che pensate che tiri una brutta aria per la musica Rock in questi Natali di inizio millennio. Ma Capitan Vinile è qui per sfatare certi luoghi comuni…
Temete che qualche Parente Molesto vi regali l’ultimo conato del neo-brizzolato tuttologo Ligabue? Siete a rischio di un Natale con Michael Bublè o Mario Biondi? Non ne potete più di concerti di Celentano all’Arena di Verona e siete terrorizzati dal doppio CD + doppio DVD (ma sì, dai 4 dischi servono TUTTI) di tale “Lorenzo” negli stadi?
Ah, ma andava moooolto peggio 50 anni fa, quando anche alcuni dei cosiddetti “Sommi” se ne uscivano con robe allucinanti:

1.      Christmas with The Chipmunks by Alvin and the Chipmunks (1961)
2.      Christmas with The Chipmunks, Vol. 2 by Alvin and the Chipmunks (1963) …cos’è? Il primo non bastava??
3.      Christmas with the Everly Brothers (1962)
4.      The Beach Boys' Christmas Album (1964) Ah, bellissimo questo!
5.      Merry Christmas con le Supremes (1965)
6.      Noël di… Joan Baez (1966) eh, però lei c’ha classe…
7.      The Sinatra Family Wish You a Merry Christmas (1968) E i Brambilla ringraziano e ricambiano
8.      Jackson 5 Christmas Album (1970) e chi non ce l’ha
9.      John Denver and the Muppets: A Christmas Together (1979) LO VOGLIO!!

Questo al netto di tutta la serie, più o meno ufficiale, dei “Beatles Christmas records”…


Ma per questo Natale ammetto che non ho puntato con sicurezza sul vinile come a volte mi capita. Certo, non potevo esimermi dall' acquisto di un oggetto imbarazzante come Weekend Warriors di Ted Nugent (anno 1978). Oppure, ancor meglio, Underdog, 1982, Rock (?) tedesco dalla copertina di una lievissima tamarragine. Della musica non so nulla, ancora devo ascoltarlo…
Oppure qualche residuato da e-bay, come una bella copia U.S.A. del primo lp dei Blue Oyster Cult (che per altro mi sono accorto di avere già… accidenti!) o Back into the Future dei misconosciuti gallesi Man, prog-pop d’autore, badate bene!
A questo giro ho deciso che mi butto sul CD. Il vecchio, misconosciuto, biasimato CD.
Non indiscriminatamente, certo... E per una volta devo dare atto ad Amazon che la funzione “Advanced Search” funziona alla grande. Il più è trovarla… ma siete abbastanza grandi da farlo da soli, no?

Lo scenario: Amazon britannica.

I parametri di ricerca: price under 5£ / CD / Rock

Il criterio d’ordine: Price low to high

E i risultati sono sorprendenti.
Una sfilza di cd (usati, certo...) a 0,01 cent.
Un centesimo!
Molti greatest hits, molti discacci impresentabili, ma non indovinereste mai chi finisce nel calderone dei “cheapest”.
Aerosmith, almeno 3 o 4 titoli.
Bon Jovi , e dove lo trovi sennò...
Audioslave.
Oasis, Wolfmother, Manic Street Preachers anche Rolling Stones, Small Faces, Troggs, Jet, Black Rebel, Lenny Kravitz; perfino fighi come Queens of the Stone Age.
Come in uno di quei cestoni di metallo bianco che trovate vicino alle casse negli autogrill. Il paradiso del b-rock.
Mica tanto b, poi.
Ma, sopratutto, accanto a più o meno grandi nomi, una teoria infinita di minuscoli gruppi di terza linea tutti da scartabellare, cernere,  scegliere, magari solo per il nome, il titolo o la copertina.
Ammetto, mi ci sono buttato a capofitto. E senza nemmeno curarmi di informarmi un secondo sull’identità di chi stavo acquistando. E basta poco al giorno d oggi. Eeeh... ma cosa volete, troppa fatica aprire una finestra di Google con questo freddo (scusate il patetico gioco di parole).
Ed ecco la mia personalissima lista della spesa di ignoti o meno. Vedremo poi, dopo averli ascoltati tutti, quali saranno stati buoni investimenti, quali un paio di euro buttati(mai più di quelli elargiti domenica 8 dicembre, chi ha orecchie per intendere...).

1.      Shake Your Money Maker - Black Crowes (evvabbè…)
2.      Keep It Coming - 20 Miles
3.      Mardo – Mardo (grosse aspettative su questo)
4.      6twenty - D4 (pure su questo)
5.      I Believe In A Thing Called Love - The Darkness (poveretti, vuoi spenderci di più?)
6.      Time's Up - Living Colour
7.      Do You Want To - Franz Ferdinand
8.      Crow Left Of The Murder - Incubus
9.      Ahead Of The Lions - Living Things (questi li conosco, non malaccio)
10.    The Everyothers (omonimo, credo)
11.    Definitely Maybe – Oasis (tanto per dire di avrlo in casa dal 1994)
12.    Chain Gang Of Love - The Raveonettes
13.    ...The Dandy Warhols Come Down - The Dandy Warhols
14.    Pump – Aerosmith


Che mi stanno arrivando, uno per uno, alla spicciolata…
Per un totale di euro 30 e rotti. Cioè, 14 CD per 30 euro.
Poi uno dice: “Usati”.
Ma certo, usati!
Così potete recuperare in fretta ascolti persi a loro tempo e fingere cha la vostra copia Keep It Coming sia stata la quarta acquistata in Italia dopo l’uscita dell’album.
Potete fare bella figura con gli amici e coi blogger curiosi.
Potete anche riciclarli come regali di Natale vintage… Insomma fateci quello che preferite.
Ma ora basta!
Vi rimando al mese prossimo per qualche recensioncina su tutti ‘sti nomi fatti oggi. Underdog in testa, s’intende.
Scordatevi i miei Auguri!
Ma se volete festeggiare il Natale, andatevi ad ascoltare The Village Idiot dei Sonics!
Perché non vi metto il link?
Perché sono pigro…
E molto, molto cattivo…

Adios!!!!

Capitan Vinile


lunedì 9 dicembre 2013

Jukin' Bone ‎- Way Down East (US Hard Rock)


Artista: Jukin' Bone ‎
Album: Way Down East
Anno: 1972
Label: RCA Victor (LSP-4786)

Joe Whiting : Vocals      
Mark Doyle : Guitar, Piano         
George Egosarian : Guitar          
John DeMaso : Bass      
Tom Glaister : Drums, Percussions

lunedì 18 novembre 2013

Zerfas - Zerfas (US Hard Rock)


Artista: Zerfas
Titolo: Zerfas
Anno: 1973
Label: 700 West LH (730710)

Line-Up:

Bill Rice: Bass, Vocals 
Steve Newbold: Bass, Guitar, Vocals
Mark Tribby: Bass, Guitar, Vocals
David Zerfas: Drums, Percussion, Vocals, Guitar
Herman Zerfas: Keyboards, Vocals, Guitar, Bass 


A1 You Never Win                         
A2 The Sweetest Part
A3 I Don't Understand                 
A4 I Need It Higher                       
B1 Stoney Wellitz                           
B2 Hope                             
B3 Fool's Parade                             
B4 The Piper


martedì 17 settembre 2013

Firebirds - Light My Fire (US Hard Rock)


Artista: Firebirds
Album: Light My Fire
Label: Crown (CST 589)
Anno: 1969

A1 Light My Fire                             
A2 Delusions                    
A3 Reflections                 
A4 Bye Baby                     
B1 Gypsy Fire                   
B2 Free Bass                     
B3 No Tomorrows                         
B4 Warm Up

Psichedelia in clamoroso ritardo o un precocissimo sintomo di stoner grave, e greve?
Nessuna delle due, perché - è vero -  una copertina retrò in maniera imbarazzante ed uno strumentale schitarrante di Light My Fire vi indirizzeranno verso l’ultimo vagito di un surf di cui nel ‘69 si era già perso il ricordo. Ma dimenticate Dick Dale, perché dopo un paio di obbrobriose ballatine cantate da un Dino Valente stonato, si vira verso un ibrido bastardo di Blue Cheer, Black Sabbath e Ventures che non avreste mai pronosticato.  Un album talmente misterioso che ancora tiene celati i nomi dei musicisti e la tracklist più corretta (visto che in giro se ne trovano ordinate in ogni modo).
Reflections, evidentemente un outtake di qualche impossibile “Vincebus of Reality”. Poi il bluesaccio insostenibile di Bye Baby con basso saturo e vocalità indisponente. Trito e ritrito, sentito già in 1000 pub al venerdì sera, alla fine di ogni scaletta. Però mica male…
Ma le meraviglie stoner non sono affatto finite: Free Drum, Free Fuzz, Free Bass  deliranti, cacofonici, mal suonati ed apparentemente estemporanei, distortissimi e folli, con tanto di assolo di basso alla Cisneros stile Om e tanti saluti! Gypsy Fire ha tutta l’eleganza di una sega elettrica manovrata da un inetto taglialegna spastico dell’Oklaoma in crisi da THC con Out of Focus sparata direttamente nel lobo frontale.
Una valanga disordinatissima e bambinesca di rumori rockettari ed umori mascolini sputati qua e là come se fossero incisi da quattro derelitti in ritardo per la prossima Apocalisse. Manca un cantante, non si dica bravo, ma appena decoroso; mancano anche tante altre cose, ma sono i vuoti, gli spazi bianchi e la più totale inetta casualità il bello di quest’album.
Estemporaneo, rugginoso, senza ispirazione, metodo né cognizione.

Stoner casuale ma rombante, per un album che sebbene considerato (non del tutto a torto) una preziosa reliquia del suo tempo e del suo genere, non ha poi valutazioni clamorose. Attorno ai 100 $, ma mai oltre i 200 per la stampa originale Crown su label bianca e nera. Abbastanza numerosi gli scambi. Nel 2012 la stessa Crown ha ristampato il disco in vinile con l’aggiunta di due bonus, presenti anche nella versione CD della Radioactive (legale o meno che sia…).
Presenti anche su i-Tunes, Google Play e perfino Spotify, ma in questo caso dovrete cercare bene tra gli omonimi, senza contare che la tracklist pare un po’ disordinata.

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