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sabato 5 maggio 2012

Riletture Americane - L' Esattezza parte 3 – Dal Produttore al Consumatore


Furono i produttori pop, impegnati senza mezzi termini a interpretare le idee grezze dei musicisti come prodotti di richiamo per il mercato di massa dei teen-ager, a sviluppare la registrazione come nuova  forma di comunicazione, e dunque a consentire al rock di guadagnarsi un suo credito di “autenticità'.
Colin Frith

L’esattezza dietro la consolle è divenuta quindi una necessità, tanto da rendere i servigi dei migliori tecnici del suono e dei migliori produttori ricercatissimi; le band più importanti possono scegliersi lo studio di registrazione più adatto in giro per il mondo, alla ricerca del suono perfetto e possono passare mesi a mixare e remixare il loro lavoro. Alla fine è spesso una questione sottilissima di labor limae a rendere un pezzo discreto una hit clamorosa. George Martin mise tutto sé stesso al servizio dei Beatles; grandi ingegneri del suono come Glyn Johns o Eddie Kramer o fecero la fortuna di Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Rolling Stones e tanti altri. Sono innumerevoli le eminenze grigie che si celano nella scia della rockstar che ci mette la faccia.
In questa categoria uno tra i personaggi più interessanti, eppure forse poco celebrato, nacque musicista, chitarrista e tastierista, e percorse in modo estensivo la scena Rock americana e britannica degli anni 60 e 70: Al Kooper.
Precoce frequentatore del Blues Revival dei primi anni ’60, poi “master mind” degli ottimi Blues Project, uno dei pochi complessi americani a potere tener testa ad Animals e Yardbirds, Al divenne presto una presenza rilevante in sala d’incisione accanto ai massimi nomi della sua epoca. Indimenticabile, musicalmente essenziale, quanto estemporaneo e imprevisto all’atto pratico, fu il suo contributo all’incisione dell’immortale Like a Rolling Stone di Bob Dylan: l’inconfondibile giro di organo che marchia il celebre chorus del pezzo fu tutta opera del giovane Kooper che incise assieme a Dylan in barba al produttore Tom Wilson che non riteneva il giovane Al un vero tastierista.


domenica 4 marzo 2012

Torn and Frayed – All’apogeo della Seconda Decadenza


Massima attenzione; e orecchie aperte. Perché questo potrebbe essere il vero capolavoro nascosto dei Rolling Stones. Qualche anno dopo Between the Buttons e il primo flirt con Bob Dylan, Jagger ritorna dove molto (tutto?) era cominciato: sull’autostrada rivisitata che a suo tempo era un nuovo concetto di Rock d’Autore, nonché scena  del delitto. Morirono Compassione e Tradizione. Mick e Keith ritornano su questa CSI colore dell’asfalto per capire come ci si sente, davvero. Per vedere dove è arrivata quella pietra che rotolava giù, verso il basso. Per seguirla sprofondare, prigionieri di un vortice in cui immergersi con la smorfia beffarda di che si aspettava una pallottola o un’overdose già da molto tempo. Beware doll, you're bound to fall… Dylan aveva capito che essere un Simbolo per una generazione in marcia era faticoso, scarnificante. E soprattutto che non era vero, semplicemente. Nessun simbolo, un solo, MASTODONDICO, errore. Credevano fosse il Messia, era un Giovanni Battista qualunque. Risolse con una paio di capolavori simbolisti e arcani per poi scomparire dalla circolazione per un tempo che allora parve interminabile. Gli Stones cavalcarono la Swinging London, il beat, il blues-revival, la psichedelia, la protesta di strada; vi si gettarono a capofitto come il teenager che si fa la prima pista, lasciandosi consumare fino al midollo, godendo di quella depravazione di cui erano i portabandiera. Se fossero spariti anche loro, travolti da un’onda mistica in Costa Azzurra o magari in un bel suicidio di massa dopo una “Gran Bouffe” di morfina, se fossero scomparsi dopo Exile on Main Street sarebbero stati più grandi di Dylan; più dei Beatles. Ben più di Gesù. E forse lo sono comunque.
Dimostrarono almeno, una volta di più, che in quel tempo, dal Rock non si poteva uscirne vivi. No One Here Gets Out Alive, direbbe Morrison. E se non morti era la malattia, e se non la malattia era la droga. E alla fine, se anche fisicamente integri, erano il gusto, la sincerità e la misura ad uscirne martirizzati dalle metastasi di una vita che era missione. No One Here Gets Out Alive; una volta per tutte ribadirono che Arte e Morale dovrebbero evitarsi nel Mondo Reale; l’arte deforma la natura ed eleva l’artista a divinità creativa: è immorale per definizione. Deve esserlo.

lunedì 20 febbraio 2012

Riletture Americane - La Rapidità - Parte 6



“Categorie calviniane” applicate alla Popular Music - La Rapidità - Pt. 6
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Per concludere, ritornando in tema, due ultimi riferimenti che da soli riassumono buona parte l’essenza della rapidità nella musica commerciale; una canzone, It's The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) dei R.E.M. e un intero album, Highway 61 Revisited di Bob Dylan.

It's The End Of The World, da Document (1987), è un tour de force di Micheal Stipe che in quattro minuti galoppa tra immagini disparate, libere associazioni, dissolvenze oniriche: la velocità del pensiero che arriva rapidamente alla fine del mondo così come lo conosciamo; nessun trauma, è un’Apocalisse morbida che si può anzi rilassare e distendere nell’immortale chorus della canzone.

Six o'clock - TV hour. Don't get caught in foreign towers.
Slash and burn, return, listen to yourself churn.
Locking in, uniforming, book burning, blood letting.
Every motive escalate. Automotive incinerate.
Light a candle, light a votive. Step down, step down.
Watch your heel crush, crushed. Uh-oh, this means no fear cavalier.
Renegade steer clear! A tournament, a tournament, a tournament of lies.
Offer me solutions, offer me alternatives and I decline.

martedì 29 novembre 2011

Mr. Tambourine Man - Discography and Videography


DISCOGRAFIA SELEZIONATA DA: 


Mr. Tambourine Man - The Byrds










45’s
Mr. Tambourine Man/I Knew I'd Want You (Columbia 43271) 1965 (USA)
Mr. Tambourine Man/I Knew I'd Want You (CBS 201765) 1965 (UK)
Mr. Tambourine Man/I Knew I'd Want You (CBS 1922) 1965 (Italia)



I° U.S.A. Press
II° U.S.A. Press

33’s   
Mr. Tambourine Man (Columbia CS 9172) 1965 (USA)
Mr. Tambourine Man (CBS S BPG 62571) 1965 (UK)
Ristampato in CD: 1993 (Columbia - 9172), 1996 (Columbia/Legacy 64845), 2004 (Sony 483705)

CD
The Essential Byrds (Columbia/Legacy  89110) (Compilation 3CD)

domenica 27 novembre 2011

The Marshall In The House Of The Rising Sun - Byrds


The House Of The Rising Sun


All this was the prelude of what would have happened exactly one year after in Los Angeles January 1965, when a group of novice twentys, who called themselves the Byrds, entered in the studio to cut a traditional, "Mr.Tambourine Man”, which later appeared on Dylan’s "Bringing It All Back Home” (March 1965), of which the band had a demo for the hands. They had no arrangements or revolutions in the head, but an idea, and one of them even an electric guitar. The idea was to "plug the jack" in the Dylan’s acoustic version, adopted without hesitation and even halved in duration and slowed in rhythm. The guitar was a Rickenbacker 12-string property of Roger McGuinn, leader of the group: a sound so much instantly recognizable, to becoming the "trademark" of the band in the following years. Did the rest vocal harmonies (taken by the Beatles and the Everly Brothers) that will be a standard of the west-coast. Trump card: the production of Terry Melcher, able to follow the thread that binds folk to "jingle jangle" Surf guitar and Merseybeat’s easy melody. The result is Mr. Tambourine Man, one of the most fulminating debut single. That guitar reverb, dreamy adolescent voices, the sound clear and solar, were soaked with California Youth and breathability summer scenarios of innocent transgression on the beaches of the Pacific.

"Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me,
In the morning I'll come followin jingle jangle 'you.
Take me on a trip upon your magic swirlin 'ship,
My senses Have Been stripped, my hands can not feel to grip,
My toes too numb to step, wait only for my boot heels
To be Wanderin '.
I'm ready to go anywhere, I'm ready for to fade
Into my own parade, cast your dancing spell my way,
I promise to go under it. "

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