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giovedì 13 dicembre 2012

Le brutte recensioni – Proposte per testi diversi (parte 1)


  
Dopo una serie di articoli piuttosto censori, credo sia d’obbligo qualche personalissima proposta per testi, non migliori, ma magari un po’ “diversi”. Come al solito, non mi permetto di dare lezioni né di italiano né di scrittura creativa, questi spunti sono solo linee guida che nel tempo ho formalizzato e cercato di seguire per dare un po’ di duttilità e utilità al “formato recensione”, evitando di ricadere nei soliti luoghi comuni, nella solita sintassi stereotipata, nei consueti giudizi telefonati.
Come premessa una regola importante da tener sempre a mente: scrivere recensioni “di qualità” non è facile. L’opinione comune sembra non essere del tutto in accordo, ma io ne sono fermamente convinto. E il fatto di conoscere, magari anche a memoria, l’album che andiamo a recensire è solo il punto di partenza: condizione necessaria e NON sufficiente.
Detto questo, qualche personale “buon proposito”.

giovedì 27 settembre 2012

Eroi belli, non sempre buoni (Visibilità - parte 2)


L’immagine del giovane cantante di Tupelo era così magnetica da spalancare ad Elvis le porte del cinema (oggi si direbbe di serie B…) che lo vide protagonista di una serie di filmetti sdolcinati a base musicale che in Italia chiamavamo musicarelli. Tra il ’56 e il ’66 Elvis girò 22 pellicole (tra cui titoli inquietanti come Kissin' Cousins, Girls! Girls! Girls! o Blue Hawaii)  che nei momenti di forzata assenza del Divo dal palcoscenico, durante il servizio militare per esempio, essi contribuirono a congelarne l’immagine in modo massivo. Il cantante era percepito come presente, attivo, tangibile e senza interrompere la relazione visiva si manteneva un solido rapporto tra pubblico e artista.

venerdì 18 maggio 2012

Il Rock secondo Greil Marcus


Greil Marcus approfondisce la natura nel rock indagando il rapporto che l’artista costruisce con il suo pubblico. Ed è proprio da questo rapporto strettissimo, comunitario, addirittura religioso, che la musica moderna trae la sua forza, in quanto Arte non esclusiva ma piuttosto comunitaria, perfino democratica, appartenendo in larga parte anche al pubblico.
La magia del rock, anno dopo anno, nell’era di internet, sta sempre più nelle orecchie di chi ascolta piuttosto che nelle mani di chi suona.

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