Dopo una
serie di articoli piuttosto censori, credo sia d’obbligo qualche personalissima
proposta per testi, non migliori, ma magari un po’ “diversi”. Come al solito,
non mi permetto di dare lezioni né di italiano né di scrittura creativa, questi
spunti sono solo linee guida che nel tempo ho formalizzato e cercato di seguire
per dare un po’ di duttilità e utilità al “formato recensione”, evitando di
ricadere nei soliti luoghi comuni, nella solita sintassi stereotipata, nei
consueti giudizi telefonati.
Come
premessa una regola importante da tener sempre a mente: scrivere recensioni “di qualità” non è facile. L’opinione comune
sembra non essere del tutto in accordo, ma io ne sono fermamente convinto. E il
fatto di conoscere, magari anche a memoria, l’album che andiamo a recensire è solo il punto di partenza: condizione
necessaria e NON sufficiente.
Detto
questo, qualche personale “buon proposito”.


