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lunedì 3 marzo 2014

Capitan Vinile e l’intimo scomparso



Eccovi tutti lì in fila, voi bavosi onanisti vinilici!
Tutti in fila davanti ai cancelli di qualche iper-vinylmania per cercare una bella edizione del vostro arcinoto album preferito dei Pink Floyd.
A cercare la solita specificissima Charisma, i soliti gatefold dei Genesis, i più consunti album Parlophone etichetta giallo/nera.

Tutti lì in fila

lunedì 9 dicembre 2013

Jukin' Bone ‎- Way Down East (US Hard Rock)


Artista: Jukin' Bone
Album: Way Down East
Anno: 1972
Label: RCA Victor (LSP-4786)

Joe Whiting : Vocals      
Mark Doyle : Guitar, Piano         
George Egosarian : Guitar          
John DeMaso : Bass      
Tom Glaister : Drums, Percussions

mercoledì 27 giugno 2012

Black Widow e Horse - Discography & Playlist


BLACK WIDOW - DISCOGRAFIA


Lp:
Sacrifice (CBS 63948) 1970
Black Widow (CBS 64133) 1970
Black Widow Three (CBS 64562) 1971

45s:
Come To The Sabbat/Way To Power (CBS 5031) 1970
Wish You Would/Accident (CBS 7596) 1971

HORSE - DISCOGRAFIA

Horse (RCA SF 8109) 1970

lunedì 25 giugno 2012

PAGANESIMI ELETTRICI - Astaroth al funerale del Cavallo - Pt.4



La delegazione di dignitari britannici aveva parlottato tutta la notte con il consiglio degli anziani e alle prima luci dell’alba riemersero assieme da una pesante tenda ricoperta di frasche elegantemente intrecciate. Non avevano udito una sola nota, né presenziato al rito. Sir Brown camminava rigido avanti e indietro curvo sotto lo sguardo torvo del Governatore, mentre l’ingegner Brereton ancora sproloquiava di direttrici infrastrutturali e collegamenti rapidi di massa. Avevano tutti facce scure e l’accordo per la costruzione condivisa della nuova ferrovia sembrava lontano dal venire. Intanto gli anziani Maharanas erano scomparsi da tempo sotto la tagliente roccia liscia che proteggeva il villaggio.
Le foschie si erano dileguate veloci sotto ai raggi del primo sole, rivelando finalmente le più alte chiome degli alberi tropicali che si inerpicavano su tutti i versanti degli Aravalli che ora apparivano arcigni e inospitali.

mercoledì 13 giugno 2012

PAGANESIMI ELETTRICI - Astaroth al funerale del Cavallo - Pt.2



La maestosa spianata di sabbia che avrebbe dovuto precedere la messa in posa dei binari metallici mitigava l’umida sensazione di penetrare nella giungla afosa del versante ovest dei Monti  Aravalli. La delegazione diplomatica britannica procedeva in fila indiana in compagnia delle guide locali, seguendo la traccia dei primi cantieri recintati da maestosi serragli di legno che quasi nascondevano le cave di ghiaia chiara aperte tra il verde dei pendii boscosi. L’atmosfera era tiepida ma umidissima, le chiome degli alberi più alti erano avvolte da una sottile foschia. Sir Brereton ancora parlava come un invasato di quanto quel sottosuolo fosse ricco di vene auree e di come i lavori per le gallerie sarebbero potuti essere sfruttati anche da squadre minerarie per attingere a quelle riserve di preziosi. Sventrare quel continente avrebbe condotto in Inghilterra ricchezze spropositate, ben di più di quanto la Spagna riuscisse ad ottenere dai suoi possedimenti oltreoceano o il Belgio dal cuore dell’Africa nera. Come non bastasse, la rete ferroviaria della penisola sarebbe divenuta la via di comunicazione più lunga e frequentata del mondo intero: dal 1853 per i vent’anni seguenti la Corona aveva investito oltre settanta milioni di sterline nel progetto; erano già stati posati oltre diecimila chilometri di binari e nelle grandi stazioni di Madras e Calcutta transitavano ogni giorno varie migliaia di persone.

lunedì 5 settembre 2011

Sweet - Rock in Polyester


Tra i fuochi artificiali del glam britannico, quello degli Sweet è oggi ingiustamente dimenticato. Eppure il quartetto aveva ogni cosa al suo posto: un tasso di lustrini non indifferente, zeppe da 15, una naturale cafonaggine da borgatari londinesi, nonché un look da macho-omosessuale-spaziale tra i P-Funk e le drag-queen a noleggio per un addio al celibato. Colpa dei New York Dolls che crearono disastri facendo credere che qualunque teenager sessualmente incerto con una Gibson e un po’ di rossetto potesse inventarsi il punk.
E nonostante tutto, Desolation Boulevard è un fantastico LP di bubblegum alla Ramones (ma un anno prima e molto più “sintetico”) con coretti contagiosi, chitarre elementari e incalzanti, brani indimenticabili (Ballroom Blitz  ma anche AC/DC, Fox on the Run, Six Teens) tenuto assieme da una specie di concept sulla vita di strada tra Ray David e i Dictators. Un mix niente male…

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