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giovedì 27 settembre 2012

Eroi belli, non sempre buoni (Visibilità - parte 2)


L’immagine del giovane cantante di Tupelo era così magnetica da spalancare ad Elvis le porte del cinema (oggi si direbbe di serie B…) che lo vide protagonista di una serie di filmetti sdolcinati a base musicale che in Italia chiamavamo musicarelli. Tra il ’56 e il ’66 Elvis girò 22 pellicole (tra cui titoli inquietanti come Kissin' Cousins, Girls! Girls! Girls! o Blue Hawaii)  che nei momenti di forzata assenza del Divo dal palcoscenico, durante il servizio militare per esempio, essi contribuirono a congelarne l’immagine in modo massivo. Il cantante era percepito come presente, attivo, tangibile e senza interrompere la relazione visiva si manteneva un solido rapporto tra pubblico e artista.

lunedì 9 luglio 2012

Musica per Immagini - Capolavori in cerca d’Autore - Pt. 6

VI Parete: Copertine ad olio
Da: Musica per immagini, immagini per la musica 



Ovvero l’Artista e la Città. Tentazioni pittoriche tra impressionismo da camera e bozzetti ad acquerello, tra Mario Sironi e Edward Hopper, per dipingere, o manipolare, copertine di modernariato senza dimenticare la vera culla del rock: la Città. Perché come sostiene Charlie Gillet: “Verso la meta degli anni '50, in ogni città del mondo, i giovani affermarono la loro liberta, ispirati e rassicurati dal ritmo del rock'n'roll ll rock'n'roll e stato forse la prima forma di cultura popolare a celebrare senza riserve caratteristiche della vita metropolitana che erano state duramente criticate. Nel rock'n'roll i ripetitivi e stridenti suoni urbani vengono riprodotti come melodia e ritmo.”

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