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mercoledì 19 agosto 2015

Una missione per Capitan Vinile


Cool, it’s a fairly self-explanatory plot. Each week we let the hounds of hell lose and we chase that jar-head, no talent, cracker asshole all over the globe … 'till I finally catch that fruity little pony tail of his in the back, pull him to his knees, put a shot-gun in his mouth like a big black cock of death and we’ll be back in '95 with 'Lets Hunt and Kill Michael Bolton’
Bill Hicks

La mia prossima missione sarà trovare ed uccidere Alvaro Soler.
Non lo conosco, non lo seguo; magari è pure una persona a modo, ma non mi interessa.
Tanto meno mi interessa ascoltare la sua musica: voglio ucciderlo.

Oh, ma quanto sei deficiente!? Giudichi le persone senza conoscerle; giudichi la musica senza ascoltarla! Bravo!! Fai come quei cazzoni che sparano giudizi sul metal e sul punk senza nemmeno sapere cosa sono! Spargi merda su Sanremo solo perchè sei uno chic del cazzo che preferisce Frank Zappa?!
Vai a vedere in quanti lo conoscono! Vai a sentire se lo passano per radio!
La musica va ascoltata!”

Bene, bel discorso.

Adesso possiamo possiamo tornare a parlare seriamente.
Ovvero, seriamente: la vita è breve.
Non avrete il tempo di ascoltare tutto quello che vi piacerebbe.
Quindi, bisogna sfrondare.
Uccidendo Soler impedirò che si aggiungano altri dischi a quella marea di plasticaccia che già invade il mercato ogni mese. E per plasticaccia intendo anche tutte le millemila ristampe di Frank Zappa, miei cari bacchettoni pop.
L'altra linea di azione, se mai non dovessi scovare Soler, è comprare tutti i CD che posso, ammassarli in uno stanzino e chiuderli dentro.
Bruciarli no. Quella è roba da nazisti.
Io non sono un nazista.
Mi ritengo più un equo stalinista illuminato.

Ascolti roba che mi fa schifo?

Niet problema tovarish! Gulag!”
Come?”
Si, no problema! Tu va bel villeggiatura fresca, in posto nome “gulag”, su a Solovki. Ci sono campi, e reti; tu sistema, ripara, lavora e non ascolta più Soler.
Anche perchè Soler morto scorsa settimana, sai? Picozza in testa sai... O forse quello era altro...”

Illuminato perchè poi, per contro, investirei un sacco di soldi per diffondere ininterrottamente e gratuitamente nel mondo, non so, Gimme Shelter, Statesboro Blues degli Allman, Roll Over Beethoven, tutto il lato A di Rain Dogs... Così, a gratis, per tutti, in giro per le città, per le autostrade. Tiri giù il finestrino e arriva la musica; libera nell'aria.

certo, la Musica la DECIDO IO.

Ad ogni modo nelle ultime torride settimane mi sono divertito con qualche acquisto a scatola chiusa, così tanto per spendere una decina di euro acquistando orrendi CD usati di Indie primi anni 2000 o giù di lì.
Devo ancora ascoltarli, ma so già che per la maggior parte saranno canzoni educate di civile alternativismo chitarristico, con quel substrato punk che non manca mai; poi magari c'è qualche sorpresa.
Altrimenti se non ci piacciono le sorprese che ascoltiamo musica a fare?
Questa la breve lista della spesa:

- Let's Bottle Bohemia dei Thrills

- Datsuns... dei Datsuns
Sono anni che lo voglio... ma sapete, torniamo al discorso del surplus di plasticaccia...

- Wilderness Is Paradise Now dei Morning Runner
(bel titolo...)

Vi terrò informati. Anzi, se già li conoscete tenetemi informato voi.


Musica parlata, ora.
Ho finito la ponderosa autobiografia di Keith Richards,Life.
Sì, non è mica male. Soprattutto le pagine in cui ci sono preziosi consigli su come consumare droga. Di ogni tipo.
Circa metà del libro.
Nell'altra metà sono tutte cose che più o meno già sapete (certo se siete tossici incalliti, anche la metà sulle droghe, nulla di nuovo eh?)

Musica suonata. O meglio, ascoltata di recente.
Poca roba. Golden Earring e Humble Pie. Potete immaginare quanto sia stato noioso il mio Agosto.
Però c'è una considerazione.
Per chi non li conoscesse, i Golden Earring sono un gruppo di megalomani olandesi con una versione di 18 minuti di Eight Miles Hight come cavallo di battaglia. Non malaccio, dai. In linea con il periodo (1969).
Per il resto suonano un possente hard prog.
Gli Humble Pie... degli Humble Pie ho sempre pensato che da un lato Frampton sia stato clamorosamente ipervalutato, più dal pubblico (che ha comprato 11 milioni di copie di Comes Alive!...) che dalla critica; dall'altro che gli stessi Humble Pie siano sempre rimasti quel maledetto “scalino sotto“ rispetto ai loro reali meriti (che non sono certo clamorosi, ma insomma, si difendono bene).
Per il resto suonano un possente hard soul; più yankee che british.
Entrambi questi gruppi hanno avuto come proprio punto forte il sound.
Il sound
Decine di altri gruppi dell'epoca hanno avuto come punto forte il sound.
Cioè quell'impasto sonoro pieno ma diretto, senza trucchi, senza patinature, senza troppi fronzoli. Eppure caldo, intenso, zeppo di naturale riverbero e vibrazioni profonde. Una pasta che conosciamo bene, fatta di Hammond, Gibson, Marshall, Ludwig, volume al massimo, roba analogica, valvolare...
Spesso sottovalutiamo l'importanza del “puro suono”.
Al di là del songwriting, della melodia, dei ritornelli, delle parole (e chi se ne frega di quelle...).
Perchè poi diciamocelo: mica sempre si ascolta una canzone nota-per-nota, beat-per-beat, secondo per secondo. Spesso si è un pochino distratti, a volte un po' sovrappensiero...
Dove avrò messo le chiavi?”
Quanto era gnocca la cassiera...”
E allora ecco che un bel sound fa il suo dovere.
Cazzo! Bella questa! Questo è Rock!”
E in realtà ve la dimenticate subito; anzi nemmeno l' ascoltate.
Ma “quel” suono... ehi!
Ecco, potrei stare qui o re a disquisire di quanto ogni decennio, o meglio ogni generazione abbia un suo sound, oltre che una sua melodia, un suo atteggiamento... un suono che a volte esce direttamente dalle piccole/grandi innovazioni comprese in quell'angusto spazio tra l'uscita del jack dallo strumento e il banco mixer.
E lì... chi ci capisce...
E quindi tra il '63 e il '68 cambia... era una certa cosa, poi fino a metà '70 un po' diverso... poi ti arrivano gli '80, la Roland e tutto di nuovo va a catafascio...
E' un lungo lungo affare...

Per ora basta; vado a caccia.
A presto, e non piantate picozze nei posti sbagliati...


Capitan Vinile

martedì 14 luglio 2015

La Visione di Capitan Vinile


Spara sulla folla ad un concerto de “Il Volo”
Il cecchino bloccato dopo avere fatto 5 vittime e ferito 12 persone.
Voleva forse attentare alla vita dei cantanti sul palco. Ha sparato con un’arma automatica

“Ma no! Non me ne frega nulla dei cantanti; quelli fanno il loro mestiere come i postini e le prostitute. Io volevo ammazzare più persone del pubblico e basta! Loro non lo devono mica fare per mestiere di andarsi ad ascoltare merda.“

Il fanatico, straniero, probabilmente affiliato a qualche gruppo di estremisti jihadisti, ha rivendicato l’attentato con parole sconclusionate e vaneggianti. È ora in stato di fermo. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, i componenti “Il Volo”, si sono detti affranti e terrorizzati. “Abbiamo visto la morte negli occhi”.

martedì 16 dicembre 2014

Capitan Vinile e la scelta di Angus


“Scava porca troia, Angus! Scava.”

Credo ci sia una cosa buona, in questo ennesimo, luccicante e consumistico periodo d'Avvento: ascoltare una quindicina di volte al giorno il refrain del piano di Nicky Hopkins in She's a Rainbow nella perenne pubblicità della Vodafone.
Certo, mi direte, che devo anche sorbirmi il faccione di Fabio Volo, ma bisogna pur acquistare in tolleranza e quindi ritengo la presenza di questo “popolare scrittore” come un danno collaterale sopportabile.
Capisco anche che i più alternativi tra voi mi diranno che avrebbero preferito She Comes in Colors dei Love, ma non si può mica sempre issare la bandiera delle minoranze, o no?
Vi dirò che c'è un altro pezzo tra Stones e arcobaleno che non mi dispiacerebbe ascoltare. Una canzonetta assai minore, Blinded by Rainbows, che sta da qualche parte in quel di Voodoo Lounge (1994).
Magari qualcuno la ricorda in un filmetto sul rugby con Keanu Reeves e il grande Gene Hackman. Discreta, graziosa, modesta nel senso migliore del termine, quello che di solito si dimentica.
Ma gli spot mica fanno sconti, devono vendere il loro prodotto e non possono affidarsi ad outtakes.
E se qualcuno volesse sfuggire a questo marchingegno infernale?

Siamo ancora in tempo?

giovedì 6 novembre 2014

Capitan Vinile e il gioco dei pacchi


Sopravvissuti a questa ricolonizzazione pagana della vigilia di Ognissanti?
Allora mettetela in fila accanto all'albero di natale, alla befana, ai primi dischi dei Black Widow e sappiate che:

HALLOWEEN NON È SOLO COMMERCIALIZZAZIONE DI ONESTE TRADIZIONI
NON È COLONIALISMO DI RITORNO A STELLE E STRISCE.

È IL NOSTRO VUOTO. CHE ALTRI RIEMPIONO.

giovedì 9 ottobre 2014

Marx, Tyler Durden e Capitan Vinile



Se c'è una buona cosa prodotta dal capitalismo, è l'elevazione a scienza esatta, addirittura ad Arte sopraffina, del marketing, dell'advertising, della propaganda.
Della pubblicità.
Termine più adatto a noi caserecci consumatori finali.
In campo musicale, il Rock è sempre stato, per il capitalismo più puro e sfrenato, la testa di ponte nella mente dei giovani, perfino di quei tanti autoproclamati "ribelli".
Un piano degno del miglior Cossiga, quello che teorizzava l'infiltrazione di facinorosi tra le fila dei manifestanti non violenti.
È così da ormai 60 anni, da quando, tra il '54 e il '56, major e indie si reseto conto delle potenzialità commerciali di questa nuova musica, che fece letteralmente esplodere il mercato.
E smettiamola di dire che gli artisti sono innocenti marionette, puri ingenui, nelle mani di loschi discografici che mirano al profitto.

“Benvenuti nell'era dell'anti-innocenza: nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare.”

Il rock è veramente il braccio armato artistico per coloro che ricercano l'accumulo di Capitale, solo qualche ottuso integralista cattolico può pensare che sia il piano del Comunismo per piagare le menti degli adolescenti occidentali. Ma quella del resto è gente che ascolta i dischi al contrario.
L'unica cosa che salta agli occhi ascoltando Stairway to Heaven al contrario è il fatto che sia meglio così che non alla dritta.

Una testa di ponte.

Lo è tuttora più che mai, dopo anni passati ad affinare le armi e le tecnologie della propaganda.
Per esempio...
Bisognava sforzarsi di arrivare vivi alla decadenza di questo 2014 per essere testimoni di un nuovo album dei Pink Floyd.

Nuovo - album - Pink Floyd

Esercizio: inventate 3 frasi con queste tre parole.
Endless River.
Un endlessriver (termine di ascendenza pseudogermanica che non lascia mica scampo).
Potere degli articoli.... River of Shit, cantavano i Fugs.
Un lavoro che affonda le radici nelle session di Division Bell così dicono i grandi manifesti.
Un disco fatto di scarti di un'epoca orrenda, quella di Division Bell. (parafrasi)
Riesumazione di cadaveri fuori tempo, senza la minima ironia.
No, non ho certo ascoltato il disco, gli “snippet”, i promo. E non li ascolterò.

Non c'è poi mica bisogno di ascoltare tutto nella vita!

E quindi si, sono un prevenuto anch'io, quando mi pare.
Endless River me lo immagino già come un enorme buco con il solo solco a spirale ai margini. Un buco senza il disco attorno, mica come certe storiche caramelle alla menta.
Ma non è divertente come potreste credere voi, piccoli antagonisti, sparare a zero su questo disco. Divertente è farlo con Dark Side of the Moon, The Wall...
Qui no, quindi basta così.

Ma non finisce qui, in realtà.
Perché è sufficiente accendere la televisione qualche minuto per imbattersi in una band di mezza età che si dimena colorata su uno sfondo candido che pare la reclame di un Guitar Hero per nipotini dei Red Hot Chili Peppers.
E magari fossero i Red Hot...
No, sono gli U2, ovvero coloro che per primi si sono tramutati in una app per telefoni. Una di quelle gratis, come i giochini delle bolle o delle caramelle.
No, non ho ascoltato Songs of Innocence, e non lo farò.
Non c'è poi mica bisogno di ascoltare tutto nella vita!
Mmmmmmmmmm, questa mi sembra di averla già sentita...
Ma eccola qui, la meraviglia del capitalismo. La sua arma più tremenda e perfetta.

La pubblicità!

Il continuo tamburellare, che diventa un battere, che diventa un galoppo, che alla fine è un assedio.
“Alla fine trabocca e scoppia, si propaga e si raddoppia” recitava il vecchio Don Basilio nel Barbiere di Siviglia.
La calunnia...
Ovunque, monopolizzando tutti i canali che la comunicazione offre...
Frammenti di copertina, frammenti di musica. Dichiarazioni rese ad arte da qualche collaborazionista interessato.
Poi la cosa peggiore.
Il coro incessante dei "fans" che fanno muro per i loro paladini. Eccolo, il vero “wall”.
Ma forse non è salutare la recriminazione e l'antagonismo oltranzista. Rende burberi, inaciditi e pessimisti.
Questo è il Mondo, vuoto e tondo.
Il rock migliore dei nostri anni fa da jingle agli spot di prima serata: orologi, telefoni, automobili, profumi…
Beck, Black Angels, Black Keys, Presley.
Tyler Durden aveva la vista lunga; see for miles and miles and miles diceva la canzone degli Who, proprio su Who Sell Out.

“La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, la nostra Grande Depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così”.

Allora, voi volevate fare le rock star?

O vi sarebbe bastato constatare come i vostri miti fossero in realtà straccioni mortali, peccatori meschini proprio come lo siete voi?
Con mascara, meches bionde e silicone a tamponare le rughe.
Abbiamo perso
Cupido è volato via dal condominio.
<<Abbiamo perso?>>
Altro che Fugs.
Fugs, ma anche tanti altri che ancora non conosco. Mi auguro, almeno.
Però certo che i dischi dei Fugs mica ce li toglie nessuno. Group Grope, Dirty Old Man, Supergirl le possiamo ascoltare quando ci pare, quando tutto attorno puzza di rifiuti.
Fresh Garbage, per gli Spirit, o ancor meglio la Garbage dei Deviants. Che - per inciso - sta su un album, Ptooff!, che potrebbe essere quel "punto medio" tra i Velvet Underground e Zappa. Sulla sponda britannica, in una lurida soffitta infestata da squatter e piena di siringhe sul pavimento.
Mica male…
E mentre rimugino certe ovvietà da vecchio brontolone, mi metto ad aprire l'ultimo pacco, arrivato ormai mesi fa, che avevo quasi dimenticato sotto ritagli di giornale, libri, altri dischi.
Non ricordo cosa possa esserci dentro. Viene da West Berlin, New Jersey. Eh, già.  C'è una Berlino est pure in America.
E rinchiudo Tyler nel guscio del più mite Edward Norton.
<<Sono la morbosa curiosità di Jack. E del Capitano>>

Adiossssss!

venerdì 12 settembre 2014

Capitan Vinile non le manda a dire



E voi avete presente una puttana ottimista e di sinistra?
Io no.
Non tanto per la puttana, di quelle ne sono pieni i palazzi, quanto per l'essere, oggi, “ottimisti e di sinistra”.
Magari un paio di dozzine di anni fa, quando Dalla la cantava, poteva essere ancora plausibile, ma oggi...
Lucio…
Quelle 3 o 4 volte che l'ho incrociato in centro a Bologna l'ho sempre visto impegnato a parlottare con qualche musicista da strada o qualche barbone (oh, scusate, è una parola “politicamente scorretta”, si dice senza-fissa-dimora).
Decenni ad ascoltare rock straniero, blaterare anglosassone, e si finisce per perdere completamente di vista il valore di alcune espressioni musicali nostrane. Una valore magari provinciale, magari marginale e sovrastimato, ma immediatamente comprensibile, almeno quello.
Ma c'è dell'altro..
Per esempio, prendete Albachiara.

Aaaah, e qui vi volevo!

Piccoli burocrati alternativi post comunisti imboscati in qualche ufficio pubblico…

Voi che
<<No no, io Liga, Jova, Pelù...no no>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<Mah, la musica italiana, sai l'ascolto poco…>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese>>
PER PRINCIPIO!

Voi che
<<Si, io preferisco Zappa>>
PER PRINCIPIO!

Cosa sono quelle espressioni di disgusto sulle vostre facce?
Allora, provate ad immaginare “respiripianipernonfarrumoretiaddormentilaseratirisveglicolsole”

1)Tradotta in inglese
2)Incisa a Los Angeles
3)Cantata da un teppistello belloccio (no, Vasco NON è belloccio)
4)Con un mega assolone di un solista di finta razza ebrea
(oooh, “razza ebrea” è ancora più scorretto di “barbone”...)

Si, insomma immaginatela fatta dai Guns.
Allora?
Non credete sarebbe perfetta su Use Your Illusion II? Con qualche coretto qua e là, qualche patinatura di produzione, qualche foulard volante, qualche aaahiaaahi in più.
Ma io credo starebbe bene anche su Appetite For Destruction, magari al posto magari di Sweet Child O' Mine.

Sweet Child O' Mine…

La settimana scorsa in rete girava una classifica dei “migliori riff di sempre” (uuuaaaoooh), stilata dalla BBC, o dagli ascoltatori della BBC, o da cugini di ascoltatori della BBC. O roba simile.
Sweet Child O' Mine era al secondo posto.
Certo una classifica inutile, come tutte.
Anche perché sappiamo bene che il riff più figo di tutti è quello di Sharp Dressed Man (o di qualunque altro pezzo gli ZZ Top abbiano scippato a John Lee Hooker).
Però Sweet Child O' Mine è veramente un caso. Una canzone così popolare, tra i fan, tra i non fan; ascoltata, condivisa, citata...

<<There's no doubt people will still be listening to "Welcome to the Jungle" and "Sweet Child o' Mine" in 100 years.>>
Rolling Stones Magazine


<<The song was an instant classic, and hasn't lost an ounce of its potency since its release.>>
Allmusic

Bè... scusate, posso parlare io?
Per me, Sweet Child O' Mine…

È una cagata pazzesca!!!

No, non mi aspetto i 91 minuti di applausi.
Però dico solo che ‘sta canzoncina da teen-rock per adolescenti viziati sfigurerebbe anche sul secondo volume di un Greatest Hits dei Nazareth.
Questo perché:

1) appunto, è una cagata pazzesca.

2) perché i Nazareth, in quanto a sincere ballatone al caramello potevano fare mangiare la polvere a chiunque.

Chiunque.

Senza scomodare la guns-n-rosissima Child In The Sun (su Loun n’ Proud, 1973) prendete Vigilante Man. Un folk di polvere e vagabondaggio del buon Woody Guthrie. Trasmutata in una tirata southern di hard & heavy ben oltre al primo lp di Physical Graffiti!
E se volete godere, procuratevi quel “piccolo” disco che è BBC Radio 1 Live in Concert (WIN CD 005, 1991, ancora BBC, nella sua incarnazione migliore, qui). Un’esibizione di ruvidezza e potenza mortifere targata 1972, poi riemersa anche sul buon Back to the Trenches, un doppio live antologico del 2001.
Devastante.
Devastante, meglio anche degli oscuri Masters of Reality di John Brown, almeno qui c'è Dan McCafferty che è un cantante vero.
Come?
Mai sentito parlare di Masters Of Reality?
È qualcosa di misterioso. Voodoo e yuppie allo stesso tempo. Avete presente una versione indie di Mezzanotte nel giardino del bene e del male? Ossa di coniglio, uomini neri, crocicchi nel mezzo di sterminati campi di mais, illuminati ancora prima del tornado. Cielo plumbeo e ombre lunghe.
Per chi avrà voglia, ne riparleremo.
Gli altri si tengano pure Sweet Child o' Mine.

Capitan Vinile



lunedì 11 agosto 2014

La lista di Capitan Vinile


Benvenuti in quest'ultimo agosto.

Mese dove sonnecchia la mente e si impigrisce pure la curiosità.
Tutti in ferie, eh? Con 728 euro a testa, ombrellone e sdraio e l'immancabile festa dell'Unità.
Anzi no, ora si chiamano “Democratici in Festa”.

Ma che razza di nome?!

lunedì 26 maggio 2014

Capitan Vinile e l’ascolto nudo



Svendo.
Mi svendo.
Scaffali pieni di dischi che prendono polvere.
Meglio sfoltire un po’.
E’ bastato mettere tutto su e-Bay a 5 euro - prezzo di partenza - che i Famelici del risparmio a 33 giri, gli Straccioni del prezzo stracciato (come me, intendiamoci) si sono fatti sotto sbavando.
Piazza (quasi) pulita.
Devo solo gettare fuori bordo un Blue Oyster Cult (bello, il primo LP, stampa USA, fatevi sotto…) un Byrds, qualche cosa dei Quicksilver, forse.  E ancora quel maledetto CD di Little Walter che allo scorso giro nessuno di voi ha avuto l’ardire di vincere…
Ma le vendite alla fine, sono andate discretamente. Si sono perfino azzuffati per un Threshold Of A Dream (Deeram SML 1035) dei Moody Blues: bello eh, con booklet ben tenuto, tutto quanto… E pure un orrido e graffiato Fragile di stampa USA (Atlantic SD 7211) è volato via. Potere di Roger Dean, forse. Perché South Side Of The Sky  gracchiava alquanto. Ma sapete com’è: quelle belle illustrazioni Art Nouveau tirano più di un Chris Squire qualunque.

La confezione, al giorno d’oggi, significa molto.

lunedì 14 aprile 2014

Capitan Vinile, il Capitano Nero ed altri racconti



Rieccovi qui, manipolo di rockettari impenitenti!
Allora, alzi la mano chi di voi ha già il biglietto per lo spettacolo dei Rolling Stones al Circo Massimo.

Uno … due … tre...

Ma come?

NON VI VERGOGNATE!?

Ma non sapete che il concerto potrebbe mettere a serio rischio l'integrità di un importantissimo sito archeologico?!?
Potrebbero esserci dei crolli!!!!
E tutto senza nemmeno dovere attendere che incuria e mancanza di fondi facciano il loro onesto lavoro, come a Pompei!

Chi la sente dopo la Sovrintendenza?

lunedì 3 marzo 2014

Capitan Vinile e l’intimo scomparso



Eccovi tutti lì in fila, voi bavosi onanisti vinilici!
Tutti in fila davanti ai cancelli di qualche iper-vinylmania per cercare una bella edizione del vostro arcinoto album preferito dei Pink Floyd.
A cercare la solita specificissima Charisma, i soliti gatefold dei Genesis, i più consunti album Parlophone etichetta giallo/nera.

Tutti lì in fila

giovedì 23 gennaio 2014

21 dischi per Capitan Vinile


Poi dice che l'acquisto in internet è facile, conveniente e si risparmia tempo...
Forse per una scopa elettrica è così. Ma avete mai provato a scartabellare tra pagine di risultati con centinaia di dischi impilati uno sull'altro, illustrati con micro-immagini che paiono francobolli!?
Mica è facile!

sabato 21 dicembre 2013

Il Natale di Capitan Vinile

Pensavate di esservene liberati?



OH OH OH!!!
Run Rudolph, run run!!
Chi è stato cattivo quest' anno?
Chi ha fatto la fila per votare Pippone Civati per poi ritrovarsi Renzi segretario e Cuperlo presidente?
Chi ha lasciato l' otto per mille alla Tavola Valdese invece che alla Chiesa Cattolica?
Occhio, Babbo Natale queste cose le sa tutte!
Rischiate di trovarvi sotto l’ albero un cofanetto con una dozzina di vinili argentati di retrospettiva dei Velvet. Oppure un' edizione millesimata dell' opera omnia di Nick Drake (7 kg, booklet compresi).
Fantastiche queste case discografiche: facile fare i fighi con uno che ha fatto 3 dischi in tutto...Venitevene fuori con la retrospettiva completa dei Chicago o dei Nazareth, se ne avete il coraggio, poi ne riparliamo...
Ma non disperate!
Lo so che pensate che tiri una brutta aria per la musica Rock in questi Natali di inizio millennio. Ma Capitan Vinile è qui per sfatare certi luoghi comuni…
Temete che qualche Parente Molesto vi regali l’ultimo conato del neo-brizzolato tuttologo Ligabue? Siete a rischio di un Natale con Michael Bublè o Mario Biondi? Non ne potete più di concerti di Celentano all’Arena di Verona e siete terrorizzati dal doppio CD + doppio DVD (ma sì, dai 4 dischi servono TUTTI) di tale “Lorenzo” negli stadi?
Ah, ma andava moooolto peggio 50 anni fa, quando anche alcuni dei cosiddetti “Sommi” se ne uscivano con robe allucinanti:

1.      Christmas with The Chipmunks by Alvin and the Chipmunks (1961)
2.      Christmas with The Chipmunks, Vol. 2 by Alvin and the Chipmunks (1963) …cos’è? Il primo non bastava??
3.      Christmas with the Everly Brothers (1962)
4.      The Beach Boys' Christmas Album (1964) Ah, bellissimo questo!
5.      Merry Christmas con le Supremes (1965)
6.      Noël di… Joan Baez (1966) eh, però lei c’ha classe…
7.      The Sinatra Family Wish You a Merry Christmas (1968) E i Brambilla ringraziano e ricambiano
8.      Jackson 5 Christmas Album (1970) e chi non ce l’ha
9.      John Denver and the Muppets: A Christmas Together (1979) LO VOGLIO!!

Questo al netto di tutta la serie, più o meno ufficiale, dei “Beatles Christmas records”


Ma per questo Natale ammetto che non ho puntato con sicurezza sul vinile come a volte mi capita. Certo, non potevo esimermi dall' acquisto di un oggetto imbarazzante come Weekend Warriors di Ted Nugent (anno 1978). Oppure, ancor meglio, Underdog, 1982, Rock (?) tedesco dalla copertina di una lievissima tamarragine. Della musica non so nulla, ancora devo ascoltarlo…
Oppure qualche residuato da e-bay, come una bella copia U.S.A. del primo lp dei Blue Oyster Cult (che per altro mi sono accorto di avere già… accidenti!) o Back into the Future dei misconosciuti gallesi Man, prog-pop d’autore, badate bene!
A questo giro ho deciso che mi butto sul CD. Il vecchio, misconosciuto, biasimato CD.
Non indiscriminatamente, certo... E per una volta devo dare atto ad Amazon che la funzione “Advanced Search” funziona alla grande. Il più è trovarla… ma siete abbastanza grandi da farlo da soli, no?

Lo scenario: Amazon britannica.

I parametri di ricerca: price under 5£ / CD / Rock

Il criterio d’ordine: Price low to high

E i risultati sono sorprendenti.
Una sfilza di cd (usati, certo...) a 0,01 cent.
Un centesimo!
Molti greatest hits, molti discacci impresentabili, ma non indovinereste mai chi finisce nel calderone dei “cheapest”.
Aerosmith, almeno 3 o 4 titoli.
Bon Jovi , e dove lo trovi sennò...
Audioslave.
Oasis, Wolfmother, Manic Street Preachers anche Rolling Stones, Small Faces, Troggs, Jet, Black Rebel, Lenny Kravitz; perfino fighi come Queens of the Stone Age.
Come in uno di quei cestoni di metallo bianco che trovate vicino alle casse negli autogrill. Il paradiso del b-rock.
Mica tanto b, poi.
Ma, sopratutto, accanto a più o meno grandi nomi, una teoria infinita di minuscoli gruppi di terza linea tutti da scartabellare, cernere,  scegliere, magari solo per il nome, il titolo o la copertina.
Ammetto, mi ci sono buttato a capofitto. E senza nemmeno curarmi di informarmi un secondo sull’identità di chi stavo acquistando. E basta poco al giorno d oggi. Eeeh... ma cosa volete, troppa fatica aprire una finestra di Google con questo freddo (scusate il patetico gioco di parole).
Ed ecco la mia personalissima lista della spesa di ignoti o meno. Vedremo poi, dopo averli ascoltati tutti, quali saranno stati buoni investimenti, quali un paio di euro buttati(mai più di quelli elargiti domenica 8 dicembre, chi ha orecchie per intendere...).

1.      Shake Your Money Maker - Black Crowes (evvabbè…)
2.      Keep It Coming - 20 Miles
3.      Mardo – Mardo (grosse aspettative su questo)
4.      6twenty - D4 (pure su questo)
5.      I Believe In A Thing Called Love - The Darkness (poveretti, vuoi spenderci di più?)
6.      Time's Up - Living Colour
7.      Do You Want To - Franz Ferdinand
8.      Crow Left Of The Murder - Incubus
9.      Ahead Of The Lions - Living Things (questi li conosco, non malaccio)
10.    The Everyothers (omonimo, credo)
11.    Definitely Maybe – Oasis (tanto per dire di avrlo in casa dal 1994)
12.    Chain Gang Of Love - The Raveonettes
13.    ...The Dandy Warhols Come Down - The Dandy Warhols
14.    Pump – Aerosmith


Che mi stanno arrivando, uno per uno, alla spicciolata…
Per un totale di euro 30 e rotti. Cioè, 14 CD per 30 euro.
Poi uno dice: “Usati”.
Ma certo, usati!
Così potete recuperare in fretta ascolti persi a loro tempo e fingere cha la vostra copia Keep It Coming sia stata la quarta acquistata in Italia dopo l’uscita dell’album.
Potete fare bella figura con gli amici e coi blogger curiosi.
Potete anche riciclarli come regali di Natale vintage… Insomma fateci quello che preferite.
Ma ora basta!
Vi rimando al mese prossimo per qualche recensioncina su tutti ‘sti nomi fatti oggi. Underdog in testa, s’intende.
Scordatevi i miei Auguri!
Ma se volete festeggiare il Natale, andatevi ad ascoltare The Village Idiot dei Sonics!
Perché non vi metto il link?
Perché sono pigro…
E molto, molto cattivo…

Adios!!!!

Capitan Vinile


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