Nel Vecchio Mondo, la scena rock tedesca degli anni '70 fu, per
popolarità, seconda solo a quella britannica. Per volume di vendite,
distribuzione e bacino d'utenza fu probabilmente dietro unicamente al mercato
USA.
A posteriori facilita molto l'analisi "storica" del
movimento collocare nel Festival di Essen del 1968 - Internationale Essener Songtage 1968 - quello snodo indispensabile
attraverso cui band sperimentali, moderniste, originali ma tutto sommato
semi-amatoriali, ebbero quel riconoscimento pubblico da parte della comunità
intellettuale necessario a tenere a battesimo un vero e proprio genere oggi
etichettato come Kraut-Rock. Una Woodstock europea di spessore artistico ben
maggiore rispetto a quella più celebre su suolo americano.
E se in quella scena, che si sarebbe protratta come “in volo” per
almeno un lustro, i musicisti non mancarono, anche il contorno grafico,
ispirato in parte alle auto-produzione del Fillmore e di tutta la scena di San
Francisco, dovette presto adattarsi ad un genere fantasioso e robotico allo
stesso tempo, ma anche sintetico, digitale, spaziale, macchinista e
industriale.
Alcuni sono i nomi che spiccano: Reinhard Hippen, Gunther Kieser e Peter
Geitner.





