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giovedì 9 ottobre 2014

Marx, Tyler Durden e Capitan Vinile



Se c'è una buona cosa prodotta dal capitalismo, è l'elevazione a scienza esatta, addirittura ad Arte sopraffina, del marketing, dell'advertising, della propaganda.
Della pubblicità.
Termine più adatto a noi caserecci consumatori finali.
In campo musicale, il Rock è sempre stato, per il capitalismo più puro e sfrenato, la testa di ponte nella mente dei giovani, perfino di quei tanti autoproclamati "ribelli".
Un piano degno del miglior Cossiga, quello che teorizzava l'infiltrazione di facinorosi tra le fila dei manifestanti non violenti.
È così da ormai 60 anni, da quando, tra il '54 e il '56, major e indie si reseto conto delle potenzialità commerciali di questa nuova musica, che fece letteralmente esplodere il mercato.
E smettiamola di dire che gli artisti sono innocenti marionette, puri ingenui, nelle mani di loschi discografici che mirano al profitto.

“Benvenuti nell'era dell'anti-innocenza: nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare.”

Il rock è veramente il braccio armato artistico per coloro che ricercano l'accumulo di Capitale, solo qualche ottuso integralista cattolico può pensare che sia il piano del Comunismo per piagare le menti degli adolescenti occidentali. Ma quella del resto è gente che ascolta i dischi al contrario.
L'unica cosa che salta agli occhi ascoltando Stairway to Heaven al contrario è il fatto che sia meglio così che non alla dritta.

Una testa di ponte.

Lo è tuttora più che mai, dopo anni passati ad affinare le armi e le tecnologie della propaganda.
Per esempio...
Bisognava sforzarsi di arrivare vivi alla decadenza di questo 2014 per essere testimoni di un nuovo album dei Pink Floyd.

Nuovo - album - Pink Floyd

Esercizio: inventate 3 frasi con queste tre parole.
Endless River.
Un endlessriver (termine di ascendenza pseudogermanica che non lascia mica scampo).
Potere degli articoli.... River of Shit, cantavano i Fugs.
Un lavoro che affonda le radici nelle session di Division Bell così dicono i grandi manifesti.
Un disco fatto di scarti di un'epoca orrenda, quella di Division Bell. (parafrasi)
Riesumazione di cadaveri fuori tempo, senza la minima ironia.
No, non ho certo ascoltato il disco, gli “snippet”, i promo. E non li ascolterò.

Non c'è poi mica bisogno di ascoltare tutto nella vita!

E quindi si, sono un prevenuto anch'io, quando mi pare.
Endless River me lo immagino già come un enorme buco con il solo solco a spirale ai margini. Un buco senza il disco attorno, mica come certe storiche caramelle alla menta.
Ma non è divertente come potreste credere voi, piccoli antagonisti, sparare a zero su questo disco. Divertente è farlo con Dark Side of the Moon, The Wall...
Qui no, quindi basta così.

Ma non finisce qui, in realtà.
Perché è sufficiente accendere la televisione qualche minuto per imbattersi in una band di mezza età che si dimena colorata su uno sfondo candido che pare la reclame di un Guitar Hero per nipotini dei Red Hot Chili Peppers.
E magari fossero i Red Hot...
No, sono gli U2, ovvero coloro che per primi si sono tramutati in una app per telefoni. Una di quelle gratis, come i giochini delle bolle o delle caramelle.
No, non ho ascoltato Songs of Innocence, e non lo farò.
Non c'è poi mica bisogno di ascoltare tutto nella vita!
Mmmmmmmmmm, questa mi sembra di averla già sentita...
Ma eccola qui, la meraviglia del capitalismo. La sua arma più tremenda e perfetta.

La pubblicità!

Il continuo tamburellare, che diventa un battere, che diventa un galoppo, che alla fine è un assedio.
“Alla fine trabocca e scoppia, si propaga e si raddoppia” recitava il vecchio Don Basilio nel Barbiere di Siviglia.
La calunnia...
Ovunque, monopolizzando tutti i canali che la comunicazione offre...
Frammenti di copertina, frammenti di musica. Dichiarazioni rese ad arte da qualche collaborazionista interessato.
Poi la cosa peggiore.
Il coro incessante dei "fans" che fanno muro per i loro paladini. Eccolo, il vero “wall”.
Ma forse non è salutare la recriminazione e l'antagonismo oltranzista. Rende burberi, inaciditi e pessimisti.
Questo è il Mondo, vuoto e tondo.
Il rock migliore dei nostri anni fa da jingle agli spot di prima serata: orologi, telefoni, automobili, profumi…
Beck, Black Angels, Black Keys, Presley.
Tyler Durden aveva la vista lunga; see for miles and miles and miles diceva la canzone degli Who, proprio su Who Sell Out.

“La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, la nostra Grande Depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così”.

Allora, voi volevate fare le rock star?

O vi sarebbe bastato constatare come i vostri miti fossero in realtà straccioni mortali, peccatori meschini proprio come lo siete voi?
Con mascara, meches bionde e silicone a tamponare le rughe.
Abbiamo perso
Cupido è volato via dal condominio.
<<Abbiamo perso?>>
Altro che Fugs.
Fugs, ma anche tanti altri che ancora non conosco. Mi auguro, almeno.
Però certo che i dischi dei Fugs mica ce li toglie nessuno. Group Grope, Dirty Old Man, Supergirl le possiamo ascoltare quando ci pare, quando tutto attorno puzza di rifiuti.
Fresh Garbage, per gli Spirit, o ancor meglio la Garbage dei Deviants. Che - per inciso - sta su un album, Ptooff!, che potrebbe essere quel "punto medio" tra i Velvet Underground e Zappa. Sulla sponda britannica, in una lurida soffitta infestata da squatter e piena di siringhe sul pavimento.
Mica male…
E mentre rimugino certe ovvietà da vecchio brontolone, mi metto ad aprire l'ultimo pacco, arrivato ormai mesi fa, che avevo quasi dimenticato sotto ritagli di giornale, libri, altri dischi.
Non ricordo cosa possa esserci dentro. Viene da West Berlin, New Jersey. Eh, già.  C'è una Berlino est pure in America.
E rinchiudo Tyler nel guscio del più mite Edward Norton.
<<Sono la morbosa curiosità di Jack. E del Capitano>>

Adiossssss!

lunedì 25 febbraio 2013

Blob vs. Dark Side Of The Moon


Qualche passo avanti; un risultato più sopra le righe e soprattutto meno tempo per ottenerlo. Per chi non avesse familiarità con l’esperimento “Blob”, questo è l’imprescindibile post di riferimento.

E ricordate sempre che, come diceva tale J.C. ad un prefetto romano in un famoso musical: Your words, not mine!

giovedì 13 dicembre 2012

Le brutte recensioni – Proposte per testi diversi (parte 1)


  
Dopo una serie di articoli piuttosto censori, credo sia d’obbligo qualche personalissima proposta per testi, non migliori, ma magari un po’ “diversi”. Come al solito, non mi permetto di dare lezioni né di italiano né di scrittura creativa, questi spunti sono solo linee guida che nel tempo ho formalizzato e cercato di seguire per dare un po’ di duttilità e utilità al “formato recensione”, evitando di ricadere nei soliti luoghi comuni, nella solita sintassi stereotipata, nei consueti giudizi telefonati.
Come premessa una regola importante da tener sempre a mente: scrivere recensioni “di qualità” non è facile. L’opinione comune sembra non essere del tutto in accordo, ma io ne sono fermamente convinto. E il fatto di conoscere, magari anche a memoria, l’album che andiamo a recensire è solo il punto di partenza: condizione necessaria e NON sufficiente.
Detto questo, qualche personale “buon proposito”.

giovedì 27 settembre 2012

Eroi belli, non sempre buoni (Visibilità - parte 2)


L’immagine del giovane cantante di Tupelo era così magnetica da spalancare ad Elvis le porte del cinema (oggi si direbbe di serie B…) che lo vide protagonista di una serie di filmetti sdolcinati a base musicale che in Italia chiamavamo musicarelli. Tra il ’56 e il ’66 Elvis girò 22 pellicole (tra cui titoli inquietanti come Kissin' Cousins, Girls! Girls! Girls! o Blue Hawaii)  che nei momenti di forzata assenza del Divo dal palcoscenico, durante il servizio militare per esempio, essi contribuirono a congelarne l’immagine in modo massivo. Il cantante era percepito come presente, attivo, tangibile e senza interrompere la relazione visiva si manteneva un solido rapporto tra pubblico e artista.

giovedì 7 giugno 2012

TVEye - New Year's Eve Party - 1968


New Year's Eve Party 1968
31-12-1968
ORTF TV Studio - Paris (France)

Una vera Gemma dal passato, parte di un mastodontico show di Capodanno di quasi 4 ore della TV Francese ORTF. Una scaletta impressionante con TUTTI i grandi nomi dell’epoca, oltre che gli idoli di casa, qualche spezzone “spurio” (Pink Floyd, Joe Cocker…) ma di enorme interesse e quasi tutti in live. In una scenografia futuristica come solo certi interni de “Il Prigioniero”, con Go-Go Dancers a bizzeffe e abiti in stile Austin Powers, il clima è più in stile 1966, ma il feeling della musica è fantastico.
Buona Visione!


sabato 26 maggio 2012

The Misunderstood: Viaggio nel Sole e ritorno Pt.2 - Epilogo



Mark 3: Prophet of New Order

A posteriori il trasferimento a Londra fu l’inizio della fine per un gruppo che, artisticamente, pareva destinato al Successo.
Rick Brown non potè partire con i compagni a causa di problemi pendenti con la leva; i restanti quattro componenti, che avevano racimolato i soldi per i biglietti aerei vincendo una serie di Battle of the Band assai pilotate, sbarcarono a Londra, senza visti né documenti, in una piovosa giornata di mezz’estate, caricandosi a spalla tutto il loro equipaggiamento. Si stiparono in un taxi diretti a casa Ravencroft dove il produttore aveva garantito loro ospitalità. Dovettero aspettare due giorni, dormendo sul marciapiede, che qualcuno aprisse loro la porta. I genitori di John nulla sapevano di quel gruppo di esausti ragazzi californiani ed ebbero non pochi dubbi (e problemi) ad offrirgli una prima accoglienza. Quando, dopo circa due settimane, Rick Brown potè riunirsi al gruppo, trovò i suoi amici accampati in un gelido seminterrato a vivere d’espedienti. Il primo a mollare fu Treadway, costretto anzi a rientrare in patria per obblighi militari. Nel frattempo la vita semi-clandestina e la sperimentazione dei paradisi artificiali del sottobosco londinese stava minando gravemente la salute fisica e morale di Campbell e Rick Moe.
Fu solo attraverso il fratello di John Ravencroft, Alan, che il gruppo entrò in contatto con la Fontana Records, sussidiaria della Philips, etichetta che aveva sotto contratto l’eccellente soul bianco dello Spencer Davis Group, il rock scatenato dei Pretty Things e i campioni del proto Punk, i Troggs. Treadway fu sostituito da Tony Hill, chitarrista preparatissimo e originale che strinse un solido rapporto artistico con Campbell.

mercoledì 28 marzo 2012

Hipgnosis - Album Art Gallery - 1969-1973

La Fotografia dell'Impossibile
Dopo l’esordio del 1969 per il gruppo del batterista Aynsley Dunbar, la Hipgnosis lega subito il suo nome a quello dei Pink Floyd, per I quail realizza alcune copertine entrate nella storia. La collaborazione tra Hipgnosis e il gruppo di Waters continua fino ad oggi con il design di ristampe, DVD e boxset commemorativi


The Aynsley Dunbar Retaliation
Doctor Dunbar's Prescription (1969)
Hipgnosis  -  Copertina (fronte)

sabato 24 marzo 2012

Musica per Immagini - Hipgnosis - Introduzione



La fotografia dell’impossibile
Quando, a fine anni 60, Storm Thorgerson e  Aubrey Powell fondarono lo studio fotografico Hipgnosis derivandone il nome da “hip” (alla moda)  "gnosis” (antico movimento filosofico medio-orientale) sembrava l’ennesima futile trovata pseudo-hippy. In realtà, da allora, la storia del “Classic Rock” non sarebbe più stata la stessa. 

sabato 4 febbraio 2012

Eloy - Discography and Playlist



ELOY – OCEAN
Harves EMI Electrola - 1C 064-32 596 - Germany – 1977

A1 Poseidon's Creation        
A2 Incarnation Of The Logos           
B1 Decay Of The Logos       
B2 Atlantis' Agony At June 5th - 8498, 13 P.M. Gregorian Earthtime





 Eloy - Ocean - Full Album 



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