Nel frattempo, mentre l’ Asvhameda entrava nella parte più rituale e
complessa e i dignitari britannici erano spariti dentro una tenda per negoziare
con gli anziani del villaggio, sul palco principale
i Black Widow proponevano il loro esoterico mix di progressive, jazz-bianco e rabbia
metallica. Memori dei Colosseum più che dei Sabbath, non disdegnando certo folk
acustico da Incredible String Band o Pentangle, stupirono con la bella Come To The Sabbath, un semplice saltarello
acustico solare e rilassato, nonostante il titolo e l’invocazione ad Astaroth,
che in una notte di furore sacrificale come quella finì addirittura per
alleviare la tensione: un’ingenua e piacevole voglia di Diavolo. La mistica Conjuration poi, introdotta da una
fanfara solenne e composta, adoperava tastiere e mellotron per sostenere Kip
Trever in un canto che era più una recitazione che una vera melodia vocale. Il
ritmo di marcia della batteria conferiva al tutto il brano il sentore quasi
militaresco di armate sotterranee in marcia verso la luce. Il Principe
Viaggiatore non potè fare a meno di leggere tra le righe riferimenti svariati
al mistico e pazzoide Graham Bond degli ultimi anni.
31/05/2011 - 01/10/2015
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mercoledì 20 giugno 2012
PAGANESIMI ELETTRICI - Astaroth al funerale del Cavallo - Pt.3
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mercoledì 13 giugno 2012
PAGANESIMI ELETTRICI - Astaroth al funerale del Cavallo - Pt.2
La maestosa spianata di sabbia che avrebbe dovuto precedere la
messa in posa dei binari metallici mitigava l’umida sensazione di penetrare
nella giungla afosa del versante ovest dei Monti Aravalli. La delegazione diplomatica britannica
procedeva in fila indiana in compagnia delle guide locali, seguendo la traccia
dei primi cantieri recintati da maestosi serragli di legno che quasi nascondevano
le cave di ghiaia chiara aperte tra il verde dei pendii boscosi. L’atmosfera
era tiepida ma umidissima, le chiome degli alberi più alti erano avvolte da una
sottile foschia. Sir Brereton ancora parlava come un invasato di quanto quel sottosuolo
fosse ricco di vene auree e di come i lavori per le gallerie sarebbero potuti
essere sfruttati anche da squadre minerarie per attingere a quelle riserve di
preziosi. Sventrare quel continente avrebbe condotto in Inghilterra ricchezze
spropositate, ben di più di quanto la Spagna riuscisse ad ottenere dai suoi
possedimenti oltreoceano o il Belgio dal cuore dell’Africa nera. Come non
bastasse, la rete ferroviaria della penisola sarebbe divenuta la via di
comunicazione più lunga e frequentata del mondo intero: dal 1853 per i
vent’anni seguenti la Corona aveva investito oltre settanta milioni di sterline
nel progetto; erano già stati posati oltre diecimila chilometri di binari e
nelle grandi stazioni di Madras e Calcutta transitavano ogni giorno varie migliaia
di persone.
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venerdì 8 giugno 2012
PAGANESIMI ELETTRICI - Astaroth al funerale del Cavallo - Pt.1
La rocca si ergeva solida sullo scoglio in tale continuità con la
pietra calcarea da non potere distinguere dove cominciasse il lavoro dell’uomo
e finesse quello della natura, dove cominciasse la geologia e finesse
l’architettura. Tutt’attorno il bassopiano arido e giallastro sfumava
inesorabile verso le sabbie morbide del deserto di Thar, mentre ad est i pendii
verdastri dei Monti Aravalli chiudevano la strada al monsone estivo. Il
bastione di Mehrangarh pareva lì da millenni, addirittura da ere geologiche
intere, levigato prima dai venti poi dagli scalpelli. Fondato secoli addietro
da Rao Jodha, uno dei ventiquattro figli di Ranmal, divenne presto il simbolo
del potere per tutta la casta dei Rathore. Da pochi anni era diventato la sede
provvisoria del governatorato britannico nel Rajastan.
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