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31/05/2011 - 01/10/2015
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martedì 5 giugno 2012
giovedì 24 maggio 2012
Riletture Americane - L’Esattezza Parte 5 – Alla ricerca di Pitagora
Chiudiamo
questo percorso alla ricerca dell’ Esattezza ritornando indietro addirittura a
Pitagora ed alla sua mistica scuola per iniziati parlando di un’altra moderna mistica scuola per iniziati – The Theatre of Eternal Music – e di un suo
esponente in particolare: Tony Conrad. Restio, come del resto i suoi colleghi,
ad incidere e rendere replicabile e diffondibile la sua musica, il violinista del
New Hampshire fuoriuscì dal suo territorio solo per rinchiudersi in un altro
tipo di prigione: gli studi di Wumme, persi nelle campagne di Amburgo, in cui i
Faust, l’esperimento “ferankensteiniano” del produttore Uwe Nettelbeck, erano
segregati da ormai un anno in uno stile di vita pressoché monastico. Qui, nell’autunno
del 1972, con l’accompagnamento del basso intellettuale di Pèron e della
trogloditica batteria di Werner Diermaier e l’apporto del prezioso tecnico del
suono e tuttofare Kurt Graupner, Conrad incise su disco una delle grandi
“evasioni” dai circuiti iniziatici del Teatro della Musica Eterna: Outside the Dream Syndacate. Quello che
oggi è senza dubbio uno degli archetipi sia minimalismo estremo, sia di certo post-rock
à la Jim O’Rurke (che collaborò vent’anni
dopo aell’unica apparizione dal vivo del singolare terzetto), sia di certo
Metal “sui generis” come quello Om e Earth.
Etichette:
1972,
esattezza,
Faust,
Julian Cope,
Minimalismo,
riletture,
Tony Conrad
venerdì 11 maggio 2012
Riletture Americane - L' Esattezza - Pt. 4 – Hi Infidelity?
Pensando
al di fuori della filiera artista-disco-pubblico, la migliore incarnazione dell’esattezza nella musica commerciale sta
nel concetto di Alta Fedeltà. “Hi
Fi”, definizione pur di origine datata (1936, RCA) fu una delle parole chiave
per il mercato discografico di inizio anni ’80. In concomitanza con
l’introduzione sul mercato del Compact Disc, il nuovo, apparentemente
rivoluzionario supporto ottico destinato a soppiantare il vecchio LP a 33 giri,
fu necessario adottare decodificatori all’avanguardia e dalle specifiche
tecniche sempre più complesse.
sabato 5 maggio 2012
Riletture Americane - L' Esattezza parte 3 – Dal Produttore al Consumatore
Furono i produttori pop, impegnati senza mezzi termini a interpretare le idee grezze dei musicisti come prodotti di richiamo per il mercato di massa dei teen-ager, a sviluppare la registrazione come nuova forma di comunicazione, e dunque a consentire al rock di guadagnarsi un suo credito di “autenticità'.Colin Frith
L’esattezza
dietro la consolle è divenuta quindi una necessità, tanto da rendere i servigi
dei migliori tecnici del suono e dei migliori produttori ricercatissimi; le
band più importanti possono scegliersi lo studio di registrazione più adatto in
giro per il mondo, alla ricerca del suono perfetto e possono passare mesi a
mixare e remixare il loro lavoro. Alla fine è spesso una questione sottilissima di labor limae a rendere un pezzo discreto una hit clamorosa.
George Martin mise tutto sé stesso al servizio dei Beatles; grandi ingegneri
del suono come Glyn Johns o Eddie Kramer o fecero la fortuna di Jimi Hendrix,
Led Zeppelin, Rolling Stones e tanti altri. Sono innumerevoli le eminenze grigie che si celano nella scia della
rockstar che ci mette la faccia.
In
questa categoria uno tra i personaggi più interessanti, eppure forse poco
celebrato, nacque musicista, chitarrista e tastierista, e percorse in modo
estensivo la scena Rock americana e britannica degli anni 60 e 70: Al Kooper.
Precoce
frequentatore del Blues Revival dei primi anni ’60, poi “master mind” degli
ottimi Blues Project, uno dei pochi complessi americani a potere tener testa ad
Animals e Yardbirds, Al divenne presto una presenza rilevante in sala
d’incisione accanto ai massimi nomi della sua epoca. Indimenticabile, musicalmente
essenziale, quanto estemporaneo e imprevisto all’atto pratico, fu il suo
contributo all’incisione dell’immortale Like
a Rolling Stone di Bob Dylan: l’inconfondibile giro di organo che marchia
il celebre chorus del pezzo fu tutta
opera del giovane Kooper che incise assieme a Dylan in barba al produttore Tom
Wilson che non riteneva il giovane Al un vero tastierista.
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domenica 15 aprile 2012
Riletture Americane - L'Esattezza - Pt.2 - Dietro al mantello del Prestigiatore
Negli
anni ’30 John e Alan Lomax potevano vagabondare per 12.000 miglia attraverso
gli stati del sud con un registratore a bobine e un microfono per incidere a
presa diretta le canzoni di Leadbelly, Son House o Mississippi Fred MacDowell.
La loro fu una delle più pure esperienze musicali del secolo passato: nessun
intermediario, nessuna sovrastruttura, un’avventura più antropologia che “pop”,
dall’esecutore al consumatore tutto attraverso un singolo “medium” per
immagazzinare i dati. Un medium, quest’ultimo, utilizzato sul campo in un modo
del tutto insolito ma redditizio, sfruttato per immagazzinare cultura peronta
per essere redistribuita. Il tutto nonostante le inevitabili difficoltà
tecniche.
venerdì 6 aprile 2012
Riletture Americane - L'Esattezza - Pt.1- Apollo o Marsia?
“Categorie calviniane” applicate alla Popular Music - L'Esattezza - Parte 1
Cominciamo con un aneddoto riportato da
Stephen Davis nella celebre biografia dei Led Zeppelin “Il martello degli Dei”.
Dietro
le quinte, Relf e il cantante degli Hollies incominciarono a spaccare i vassoi
del refettorio con colpi di karatè. Relf si ruppe tutte le dita di una mano,
che finirono per gonfiarsi come salsicce, e si precipitò nuovamente al bar per
alleviare il dolore. Durante il secondo set degli Yardbirds, Relf era ubriaco
marcio: mentre la band eseguiva i propri classici, scoreggiò nel microfono,
mandò affanculo gli studenti attillati nelle loro divise e poi incominciò a
strisciare sul palco. Quando si rialzò, cadde all'indietro contro la batteria e
dovette essere trascinato via. In mezzo al pubblico, Page si teneva la pancia
dal gran ridere. Per il terzo set legarono Relf con una cinghia all'asta del
microfono e suonarono versioni strumentali di tutti i loro classici. Nei
camerini, dopo lo show, Paul Samwell-Smith abbandonò gli Yardbirds disgustato.
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