Ultime partenze per il pianeta di Utopia: il dirottamento
dell’astronave non funzionò poi così bene…e allora un paio di pezzi per tentare
di scuotere per l’ultima volta le torpide coscienze d’Amerika, già paghe di
qualche disordine universitario che non ebbe la costanza per diventare veramente
nuova società.
Le apocalissi di When the Earth Moves Again, con il violino languente
di Papa John Creach, la ritmica marziale e il basso veramente tellurico di
Casady profetizzano un futuro incerto, salvato dai bambini un po’ come accade
in The Big One's Still Coming dei Blak
Oak; il cantato corale e appassionato riporta l’orologio indietro a Volunteers,
ma la terra sotto i piedi del complesso stava veramente collassando e
l’abbandono di Balin troncò ogni idea di rinascita.
“If you've only lived on earth you've never seen the sun
or the promise of a thousand other suns that glow beyond here
and if you care to see the future look into the eyes
of your young dancing children don't be afraid of our ways
when the earth moves again”
Un paio d’anni dopo, Sketches Of China: una liturgia orientaleggiante
e allegorica aperta dal gong di Mickey Hart, sostenuta dal mellotron di
Freiberg e impreziosita dall’ultimo supremo assolo di Garcia, dorato come il
sole al tramonto sulla Route 101 verso Sausalito. Un bridge nervoso e un lungo
finale quasi gospel in lenta dissolvenza. Un tramonto.
Gli ultimi sussulti del vecchio triplano psichedelico che andava
trasformandosi in astronave da classifica e dance-floor.
“And there was a warlord who rode the murky
depths of China
With a shotgun in his hand and he wondered
where the people'd gone to
Have you got the time to listen while i sing
this song
I had the time to listen to the man go right and
wrong and right thru
China”